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LE CAMPANE DEL VILLAGGIO
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Chissà quante volte ognuno di voi avrà sentito o detto la ormai famosa frase: “…prima di esprimere un parere voglio sentire tutte le campane!”.
Questo, perché, dopo averle ascoltate si fa una valutazione dei fatti e di conseguenza si opera una scelta. Ecco una domanda, inevitabile, che merita una risposta.
Un altro inevitabile quesito: “In Apicoltura quanti fanno una scelta?”
E ancora, ricorderete la famosa frase di Pier Capponi che allo squillar di trombe dell’esercito dell’Imperatore rispose, dall’alto delle mura sotto assedio: “…voi suonate pure le vostre trombe che Noi suoneremo le nostre campane”.

Non c’è Paese, Frazione o Città, in Italia, che non abbia il suo bel campanile con le sue campane, e ogni campana esprime un suono magico e unico: unico come ognuno di Noi.
Ogni campana ha un suo suono e ogni campanaro ci aggiunge il suo tocco.
Là, in alto, ogni campana ha un suo ruolo: c’è quella che scandisce le ore, c’è quella del “tocchetto”, c’è quella “grande” per le solennità e poi ce n’è una più particolare, che ognuno di Noi non vorrebbe mai sentire: quella che suona “a morto”!
E’ giorno di letizia quando tutte le campane suonano a festa e grappoli di ragazzini si attaccano alla fune con la gioia del campanaro e della gente, tutta!

Ogni campana ha una sua voce, come Voi, come me. Io cerco, quando ce n'è bisogno e quando me lo chiedete, di amplificare la vostra voce e i vostri pensieri, ma la mia/nostra voce dà fastidio a qualcuno…e allora, per monti e valli si sente solo il suono di una unica campana: quella che suona più spesso…. Quella che suona “a morto”.

E sì, perché c'è qualcuno che di campana preferisce sentire la sua e le altre le vorrebbe mute. Ma tutti noi siamo più vivi che mai e non riusciranno a zittirci. Anzi, occorre essere più uniti che “pria”, come le operose api, e continuare a far crescere A.N.A.I., senza presunzione, la vera novità del quadro apistico di casa nostra.


 
(by Sergio D’Agostino Presidente A.N.A.I. / 13.09.12)