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Parola d'esperto zucchero nel caffè? No, miele
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Quando uso i dolcificanti, soprattutto nel caffè, avverto retrogusti fastidiosi e poco naturali. Vorrei passare al miele, che mi sembra un prodotto più salutare. Ma c’è da fidarsi?
Patrizia G., Lodi

Sì, c’è da fidarsi: gli apicoltori italiani cercano di fare un buon prodotto, anche se una direttiva europea consente di non specificare in etichetta il tipo di miele e di aggiungere zucchero invertito. Il miele è un alimento prezioso e complesso: deriva dalla trasformazione del nettare dei fiori realizzata tramite il principio dell\'invertasi, con i succhi ghiandolari dell\'ape. Si tratta quindi di una sostanza predigerita: il saccarosio, contenuto nel nettare, viene prima digerito e poi trasformato nei due zuccheri semplici (glucosio e fruttosio), cioè energia pronta.
La particolarità metabolica del miele è legata proprio ai suoi zuccheri assimilabili dal nostro organismo, senza il concorso del succo pancreatico che, normalmente, partecipa alla digestione di tutti gli alimenti. Il glucosio passa subito nel sangue e rappresenta una fonte immediata di energia disponibile; il fruttosio si trasforma più rapidamente in glicogeno, energia di riserva utile ai muscoli, che si deposita nel fegato. Ecco perché il miele è indicato nei casi un cui è richiesto un rapido utilizzo di sostanze energetiche, per esempio negli sportivi, soprattutto se praticano sport anaerobici. Inoltre, i suoi zuccheri esercitano un\'azione di risparmio sulle proteine, che servono a costruire nuovi tessuti. Il valore terapeutico del miele è dato da glucidi, sali minerali (calcio, fosforo, potassio, sodio, ferro) e vitamine del gruppo B, come l\'acido folico. Infine contiene altre due sostanze - l’inibina e la germicidina - che svolgono un\'azione batteriostatica.
 
http://www.iodonna.it/attualita/vivere-meglio/2012/zucchero-caffe-miele-salute-30630433538.shtml
 
(by Caterina e Giorgio Calabrese (30/07/2012))