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Internet come mezzo di cura. È una novità importante quella che è stata appena pubblicata su «The Lancet» da un gruppo di ricercatori olandesi. L’idea di Sanne Nijhof, del dipartimento di pediatria dell’università di Utrecht, e dei suoi colleghi è stata quella di offrire un trattamento in Rete ai teenager affetti dalla Sindrome da stanchezza cronica. È stata così messa in piedi una sperimentazione su 135 ragazzi tra il 12 e i 18 anni per valutare l’efficacia di un programma interattivo di terapia cognitivo-comportamentale. I ragazzi sono stati divisi in due gruppi in modo casuale: al primo gruppo è stata offerta la terapia via Internet, al secondo la psicoterapia tradizionale. I risultati sono stati sorprendenti: il 63% dei ragazzi che sono entrati nel programma di terapia interattiva sono migliorati.

Otto volte di più rispetto ai ragazzi curati in modo convenzionale. La sindrome da stanchezza cronica è sfuggente. La sua definizione è stata perfezionata solo nel 1994: « una sensazione di stanchezza cronica persistente per almeno sei mesi che non è alleviata dal riposo, che si esacerba con piccoli sforzi, e che provoca una sostanziale riduzione dei livelli precedenti delle attività occupazionali, sociali o personali». I suoi sintomi possono essere confusi con quelli di altre patologie, dalla depressione all’ipotiroidismo. Sulle sue cause ancora non si sa nulla. Si è parlato via via di una risposta anomala del sistema immunitario, di una infezione, di una intossicazione chimica o alimentare.  Nel 2009 uno studio pubblicato su «Science» sembrava aver risolto l’enigma trovando un retrovirus dei topi in due pazienti su tre tra quelli esaminati. Ma pochi mesi fa è arrivata la smentita pubblicata sempre su «Science»: nove laboratori, impegnati nella ricerca del virus nelle persone affette dalla sindrome, non sono riusciti a trovarlo. Si è così arrivati alla conclusione che il risultato del primo studio era dovuto probabilmente a una contaminazione dei campioni di sangue avvenuta in laboratorio.

PSICOTERAPIA BREVE
Tuttavia, si tratta di una malattia diffusa e debilitante. Secondo una ricerca effettuata in Inghilterra e pubblicata nel 2011, è una delle prime cause per le assenze scolastiche. Anche in Italia i casi non sono pochi: si stima tra i 200 e i 300 mila. «I pazienti sono solitamente giovani e donne con una età media di insorgenza intorno ai 30 anni – spiega Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di oncologia medica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Aviano dove è sorto un centro dedicato proprio a questa sindrome -. È difficile guarire questa malattia, e sono in atto una serie di ricerche nel mondo per scoprire nuovi trattamenti». La terapia cognitivo-comportamentale è una psicoterapia breve che ha lo scopo di far acquisire ai pazienti alcune specifiche abilità che gli consentono di affrontare una serie di disturbi psicologici. E alcuni studi indicavano una sua efficacia nella stanchezza cronica, ma d’altra parte è difficile garantire un accesso a questa cura a tutti coloro che ne hanno bisogno. Internet potrebbe essere la soluzione, secondo la sperimentazione olandese. L’editoriale che accompagna l’articolo su Lancet, mette in evidenza che anche in questo caso c’ è un problema di accesso: nel mondo solo il 30% della popolazione ha un accesso a Internet, con differenze geografiche importanti. E per poter essere inseriti in un programma di questo genere bisogna avere un certo grado di istruzione e soprattutto superare le barriere linguistiche. Ma su questo, dicono gli esperti, si può lavorare.
 
(by 26/06/2012)