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Traffico illegale di api
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Contrabbando di insetti al confine con la Svizzera: si rischia di introdurre parassiti pericolosi

Ci sono confini dove il commercio di uomini rappresenta ancora un problema grave, morale e di ordine pubblico. E altri dove invece il contrabbando si concentra su esseri viventi decisamente inconsueti.
È il caso della frontiera fra Svizzera e Germania, dove la polizia ha portato alla luce un traffico illegale di api siciliane. La notizia è stata riportata dall'austera Neue Zürcher Zeitung sulla base di informazioni raccolte presso gli uffici della dogana elvetica, ancora abbastanza vigile dal momento che il Paese non fa parte dell'Unione europea.
«La scoperta è avvenuta quasi un mese fa», ha scritto il quotidiano di Zurigo, «quando un membro dell'associazione svizzero-tedesca degli amici delle api si è infiltrato fra un gruppo di apicoltori elvetici allertati via sms della presenza di un grosso quantitativo di insetti nascosti in un camion in territorio tedesco, su un punto di confine non controllato».

TRAFFICO PERICOLOSO
Allertata la polizia frontaliera, è stato possibile intercettare gli aspiranti compratori e avviare una serie di indagini che hanno portato all'individuazione di un mercato illegale di tutto rispetto: nella rete degli inquirenti sono finite 80 diverse varietà di api, il cui destino inevitabile è stato l'annientamento. «Dietro il traffico incontrollato di questi insetti», hanno spiegato gli esperti dell'Ufficio Federale Veterinario, «si cela un enorme pericolo, quello di introdurre nel Paese allo stesso tempo parassiti pericolosi e germi che causano malattie, come particolari tipi di scarafaggi o altre specie tropicali». Il ricorso al contrabbando è favorito soprattutto da una straordinaria moria di api che ha coinvolto negli ultimi anni gran parte dell'Europa centrale, determinando conseguenze gravi sul piano ambientale ma anche la difficoltà dei tanti operatori nel settore della produzione di miele e cera.
La trattativa: un chilo e mezzo di insetti per un valore di 135 franchi svizzeri
Ma l'espediente, oltre a infrangere la legge, rischia di creare un circolo vizioso come quello del cane che si morde la coda: «Anche il temuto acaro Varroa, considerato il responsabile principale della strage di api dei tempi recenti, venne importato 25 anni fa dall'Asia attraverso i canali del contrabbando. L'acaro, poi individuato dagli scienziati, è risultato, successivamente, estremamente resistente a tutti i trattamenti con cui si è cercato di eliminarlo, con il risultato che nello scorso anno quasi la metà della popolazione di api svizzere non ha superato l'inverno».
E lo stesso fenomeno si è verificato in Germania e in altri Paesi della regione centrale europe.
Nel caso individuato dalla polizia di frontiera svizzera, si tratta di un singolo contrabbandiere, rintracciato attraverso una non difficile operazione di ricerca.
INDAGATO UN 30ENNE
L'indagato è un tedesco di 30 anni, residente nelle campagne intorno a Zurigo, che gestisce un'azienda di commercio online il cui sito appare ancora sul web e dispone di una lunga mailing-list, attraverso la quale coordina le vendite. Recuperato il suo numero telefonico, l'intraprendente tedesco è stato incauto a rispondere affermativamente alla richiesta dell'ecologista infiltrato di poter acquistare uno sciame di api originario del Canton Ticino. Il fatto però che in quella stagione quel tipo specifico di api non è mai disponibile ha fatto scattare l'allarme, che ha coinvolto i medici veterinari e, infine, la polizia di dogana. Se è stato abbastanza semplice acciuffare il colpevole, più difficile sarà comminargli la giusta pena. La Svizzera ha leggi precise in materia. L'ammenda per il traffico illegale d'api ammonta al quintuplo dell'imposta sul valore aggiunto.

API DI ORIGINE SICILIANA
La trattativa fra il falso acquirente e il contrabbandiere riguardava circa un chilo e mezzo di insetti per un valore di 135 franchi svizzeri. Il conteggio appare una cosa complicata. Più consistenti sono invece i sospetti sull'origine delle api: non asiatiche, come si pensava in un primo momento, ma siciliane.
Pare che gli autorevoli veterinari svizzeri siano giunti a questa conclusione esaminando con accuratezza la tipologia dello sciame sequestrato. «Resta invece del tutto incalcolabile l'entità complessiva di questo tipo di contrabbando», ha concluso la Neue Zürcher Zeitung, «che sta mettendo in ombra il traffico legale, anche questo non visto di buon occhio dalle organizzazioni ambientaliste, ma che il governo svizzero autorizza dopo controlli sanitari e sull'origine degli sciami anche per attenuare la crisi economica che ha colpito il settore dell'apicoltura».
 
http://www.lettera43.it/ambiente/germania-traffico-illegale-di-api_4367552100.htm
 
(by Pierluigi Mennitti (26/06/2012))