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A Matelica, una domenica per l’Apicoltura
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E’ stato il Convegno che tutti si aspettavano.
Grande soddisfazione fra il pubblico e fra gli organizzatori che sono riusciti a comunicare il messaggio che volevano lanciare. Quale? Semplice, c’è bisogno di coesione fra Associazioni apistiche, Istituzioni e tutti gli Operatori del settore per centrare l’obiettivo di un “Miele di Qualità e solo prodotto in Italia”. Troppo miele d’importazione arriva nel belpaese, 15mila tonnellate sono troppe.
E fra le 10mila che si producono in Italia circa 3.000 vanno all’estero

Lo scorso 3 giugno si è tenuto, presso la sala Convegni del Comune di Matelica, un Convegno nazionale, realizzato dalla locale Cooperativa Apicoltori Montani e da A.N.A.I. (Associazione nazionale Apicoltori Italiani) dal titolo “Una domenica per l’Apicoltura”. L’iniziativa ha fatto di Matelica la Capitale del Miele. Eh sì, perché i temi trattati sono stati di rilevanza nazionale e hanno messo sotto la lente il settore in tutte le sue sfaccettature. E' stato il Convegno che tutti si aspettavano. Grande soddisfazione fra il pubblico e fra gli organizzatori che sono riusciti a comunicare il messaggio che volevano lanciare. Quale? Semplice, c'è bisogno di coesione fra Associazioni apistiche, Istituzioni e tutti gli Operatori del settore per centrare l’obiettivo di un “Miele di Qualità e solo prodotto in Italia”. Troppo miele d'importazione arriva nel belpaese, 15mila tonnellate sono troppe. E fra le 10mila che si producono in Italia circa 3.000 vanno all’estero. In più, le api continuano a morire senza che nessuno prenda di petto seriamente il problema. Infine, gli apicoltori sono nella terra di nessuno, sottoposti, a volte, a controlli cervellotici e a poche certezze produttive.
Non c’è che dire un quadro desolante, che A.N.A.I. cerca di fronteggiare richiamando le Associazioni e serrare le file e a praticare così un gioco di squadra. “L’unione fa la forza” come insegnano proprio le api. Hanno aperto i lavori Paolo Sparvoli, sindaco di Matelica, che ha riaffermato l’impegno in favore del miele di qualità. A seguire, il saluto di Denis Cingolani, Assessore del comune di Matelica e di Gianluca Chiappa, Presidente della locale Comunità Montana. A chiudere l’intervento delle autorità è stato Patrizio Gagliardi, Presidente del Consiglio, Provincia di Macerata che ha riaffermato il suo impegno, già decennale, in favore dell’apicoltura. Poi, hanno preso la parola, nell’ordine, le due anime del Convegno. Sergio D’Agostino, Presidente A.N.A.I. che ha fatto il bilancio del lavoro svolto dall’Associazione in difesa degli apicoltori. Un lavoro che ha visto l’Associazione impegnata a 360 gradi per dare al comparto miele un valore assoluto. «Occorre aumentare il consumo di miele italiano. 350 g l’anno sono troppo pochi e ci rendono fanalino di coda in Europa. Occorre aiutare gli apicoltori italiani nel loro mestiere, incrementando la formazione dei giovani. In Italia, c’è troppo miele d’importazione, ben 15mila tonnellate, ed è giunto il momento di sostenere i produttori di casa nostra, puntando sulla Qualità». Qualità è una parola che è riecheggiata spesso anche nell’intervento di Pierluigi Pierantoni, Vicepresidente A.N.A.I. e Presidente della Cooperativa Apicoltori Montani di Matelica, l’altra anima del Convegno. Non a caso Pierantoni e il Comune di Matelica hanno ricevuto dalle Città del Miele, di cui sono da dieci anni fra gli animatori più attivi, la delega di sviluppare sul territorio italiano un progetto di “Mielotecaitaliana” per favorire la crescita di tanti punti vendita dedicati al miele italiano di qualità nelle numerose e diverse Città del Miele, presenti nelle tante Regioni Italiane. «L’apicoltura ha bisogno di formazione, soprattutto dei giovani. Se si lavorerà bene saremo in grado di dare al Paese una spina dorsale produttiva per assicurare ai consumatori di casa nostra solo miele italiano. Qui a Matelica l’A.N.A.I. ha già avviato alla professione decine e decine di giovani e anche nel Lazio, Antonio D’Angeli, Presidente di A.N.A.I. Lazio, sta lavorando benissimo nella stessa direzione. A tale riguardo c’è da dire che ha messo in piedi una realtà formativa e produttiva d'eccellenza» ha chiosato Pierluigi Pierantoni.
Poi, è venuto il turno di Fabio Marucchi, editore di Apitalia (editrice Melitense). Il suo intervento non ha lasciato spazio a dubbi di sorta. «Apitalia è la rivista degli Apicoltori e il suo lavoro informativo è teso a far prevalere l’unità nel mondo dell’apicoltura. Il settore ha bisogno delle braccia di tutti per far crescere il comparto e il consumo di Miele. Noi siamo qui e daremo voce agli apicoltori e li difenderemo con forza dai soprusi che potrebbero subire. Forte il nostro rispetto delle regole e delle autorità, ma c’è bisogno di dialogo, oggi più che mai, fra Istituzioni e Apicoltori».
Il convegno è stato una piattaforma di confronto anche con gli organi ispettivi, grazie alla presenza di Gianluca Baiocchi, Ispettore del Corpo Forestale dello Stato e Comandante della Stazione di Comunanza (AP) che ha coordinato l’operazione “Ape Maia-Bio”: era stata avviata nel 2010 attraverso una serie di controlli sul miele tradizionale e il prelievo di 125 campioni per accertare l’eventuale presenza di fitofarmaci nel miele, nella propoli, nella cera, nella pappa reale e nel favo. Anche se l’operazione ha portato alla denuncia 46 aziende del settore per reati sanitari e frode in commercio, Gianluca Baiocchi ci tiene a rassicurare i consumatori dal palco del Convegno «oltre il 90% del miele bio in Italia è sicuro. Il resto lo abbiamo reso sicuro noi attraverso i nostri controlli». Il Comandante Baiocchi ha riaffermato il principio di legalità intesa sia in senso formale che sostanziale e quindi non esclusivamente vista come mero rispetto delle regole, ma come un senso condiviso fra tutti gli apicoltori per lavorare bene e per assicurare un miele di qualità, nel rispetto dei consumatori.
L’operazione ha fatto del comandante Baiocchi un appassionato apicoltore. Infatti, in prima persona, ha ricordato al pubblico convenuto numeroso che ormai conduce tre alveari e ha in calendario di crescere. Dunque, c’è da ascoltarlo con convinzione quando, da apicoltore, ha parlato agli apicoltori contro la pratica del fai-da-te «Non deve essere assolutamente praticato. Anche l’apicoltore che ha soltanto due alveari per uso familiare non può permettersi di usare una certa sostanza solo perché consigliata da altri. Ed è consuetudine diffusa, è bene che si dica. Gli apicoltori hanno i Servizi veterinari, hanno le ASL, hanno i Consorzi apistici, hanno le Associazioni di categoria alle quali si devono rivolgere, si devono iscrivere e dove devono fare una conduzione uniforme e di massa, al fine di evitare trattamenti “personalizzati” tra apicoltore e apicoltore, perché nessuno dei due ne trarrebbe beneficio. Le regole devono essere rispettate perché in Italia il prodotto finale è un prodotto di qualità, e la qualità paga». Infine Paolo Marinelli, funzionario della regione marche che ha presentato la nuova legge sull’apicoltura delle regione marche, in via di emanazione.
Un plauso va rivolto a Massimo Ilari, Direttore editoriale di Apitalia, che ha condotto con abilità il Convegno, permettendo anche uno scambio efficace fra relatori e pubblico. Ecco le sue considerazioni finali. «Il rispetto delle regole è un imperativo categorico. L’ape è ormai un animale da allevamento con tutte le problematiche di qualsiasi tipo di allevamento. Le api hanno bisogno di essere curate come bovini e company ma le armi che hanno a disposizione gli apicoltori (la maggioranza lavora bene e noi li difenderemo sempre) sono troppo esigue.
La legge è vecchia e va rivisitata e non tiene conto della realtà odierna. Fare gli struzzi, da tutte le parti, non mette in sicurezza il consumatore. Come si possono richiedere parametri antiquati quando è tutto diverso? La soluzione? Occorre mettersi intorno a un tavolo (autorità, associazioni e apicoltori) per trovare il modo di andare avanti, a patto che si confrontino operatori del settore seri e preparati. Come si può difendere il buon miele italiano se poi non si finanzia la formazione di giovani in apicoltura? I contributi devono andare solo a progetti seri e questo Convegno apre la strada a un modo più serio di lavorare in apicoltura, partendo dalla complessità della società odierna».


 
(by Pierluigi Pierantoni, Vicepresidente A.N.A.I., Presidente Coop. Apic. Montani, Matelica (12/06/2012))