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Fuco Matita Fuco Imperativo e Fuco Aquila
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Ci perdoni Carlo Collodi, al secolo Carlo Lorenzini, ma stamane saremo un po’ irriverenti con il suo Pinocchio. Badate bene, niente di grave: proveremo semplicemente a riscrivere una parte della storia. Non ci occuperemo di Geppetto, della Fata Turchina, del Grillo Parlante, della Balena, di Mangiafuoco, del Paese dei Balocchi, di Lucignolo ma del Gatto, della Volpe e di Pinocchio. Caro Collodi, tranquillo, ci limiteremo a rivisitare la fiaba solo in senso apistico. La Volpe diventa Fuco Matita per la sua passione a collezionare Lapis, ne aveva di tutti i colori e di tutti i formati. Il Gatto diventa il Fuco Imperativo: apostrofava tutti con Fai questo Fai quest’altro. E Pinocchio? Diventa Fuco Aquila e nella nuova fiaba lavora come tuttofare in un’impresa di api che si occupa di import/export e che ha al vertice Apefracassone. Voi vi chiederete che cosa succeda a questo punto. Succede che come nella fiaba Fuco Matita e Fuco Imperativo incontrano Fuco Aquila, lo prendono sotto braccio e invece di portarlo al campo dei Miracoli per seppellire le monete che aveva incassato dalla vendita dell’abecedario, voleva andare al paese dei balocchi, - un riferimento all’agricoltura non guasta - gli propinano alcune raccomandazioni. Qualcuno un po’ malevolo potrebbe chiamarli diktat. Sentite Fuco Matita che sussurra a un orecchio di Aquila: «Caro Fuco Aquila dì ad Apefracassone che non deve andare alla Manifestazione di Fuco Marinaio. Non sta bene». E chi è quest’ultimo personaggio? E’ un Fuco che è andato a lungo per mare e che, poi, stufo di navigare ha organizzato un gruppo di api, in un posto di mare. Il Gruppo è diventato una realtà e si incontra con tutti gli altri alveari della Penisola. Certo Fuco Imperativo non se ne sta zitto: «Fai così, parliamo con un Avvistatore Marittimo e gli diciamo di far attraccare la nave in un altro Porto, dove ci saremo noi ad attenderlo, così Apefracassone dovrà incontrarci». Fuco Aquila incassa e quando torna da Apefracassone gli riferisce il tutto, anche del Fuco Marinaio e del falso Avvistatore. Apefracassone che farà? La curiosità è tanta. Per fortuna è un’Ape decisa: telefona subito ad Ape Marinaio e preannuncia la sua venuta. E Fuco Matita e Fuco Imperativo? Ah dimenticavo il finale. Apefracassone prende Ape Ronzio e chiama la Matita e l’Imperativo. Che cosa gli dice? “Asinus Asinum fricat”. E che vuol dire? La locuzione viene normalmente utilizzata per indicare l’atteggiamento di complice intesa, mutuo aiuto e lode reciproca anche fra due persone che se la intendono e non brillano per acume. E mette giù Aperonzio. La morale? Che Matita e Imperativo fanno la fine di Gargamella, quello che confeziona sempre piani perfetti che però vengono inesorabilmente sventati. Si fa sempre inchiodare al suo errore fatale e vede svanire i suoi sogni. Andare in Tandem sulla bici può essere pericoloso se non si è dei buoni ciclisti.
 
(by 29/05/2012)