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La sorella «bresciana» di Bobo ora studia il miele di qualità
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Enza Maroni, consigliere di A.N.A.I. Lombardia riceve il giusto riconoscimento per il suo lavoro sulle api. Un sincero Augurio da Apitalia, Editrice Melitense e come è chiaro da tutti i soci dell’A.N.A.I, Presidente in testa

Enza Maroni e Zooprofilattico al lavoro sulle api. E’ stata anche sindaco di Lozza, il paese natale.
Il primo contatto con la nostra città risale al 2005, quando Enza Maroni ha risposto a un bando della Fondazione iniziative zooprofilattiche, per un contratto a termine, con una borsa di studio di 2.500 euro mensili lordi. Veterinaria varesina, sorella dell’ex ministro dell’Interno e aspirante capo della Lega, è entrata così nel progetto Ars alimentaria (che l’ha portata spesso nella nostra città con un rapporto particolare con Paolo Boni, oggi pensionato), che si propone di documentare la qualità e la sicurezza dei cibi: sono già più di 50 mila i prodotti censiti di Lombardia ed Emilia, aree di attività dello Fondazione bresciana, dei quali si è ricostruita la filiera di lavorazione, dalla materia prima al prodotto che arriva sulla tavola. Il tutto a garanzia della qualità della sicurezza, con un risvolto di valorizzazione del territorio. Prossimo progetto: una ricognizione sulla presenza di tracce di antibiotici e sulfamidici nel miele.
Valorizzazione del territorio è parola che riporta immediatamente al programma della Lega. Enza Maroni, 51 anni (Roberto-Bobo ne ha cinque di più), non ha raggiunto i traguardi del fratello, ma è ben contenta di condividerne la passione politica. «Mi interesso, partecipo alla vita di partito, mi posso definire una militante, anche se ho passato l’età per andare a incollare i manifesti di notte», racconta. È stata anche nel 1995 per una legislatura sindaco di Lozza (lista civica di impronta leghista, oggi governa il centro-sinistra), paese varesino di un migliaio di abitanti dove è nata e dove vive. «Mi piace fare esperienze nuove, partecipare alla vita pubblica e mi sono trovata sindaco, con piacere. Però», aggiunge con un certo disincanto, «una legislatura è sufficiente. Nel piccolo paese ci si conosce tutti, ognuno ha il suo problema e la vita di sindaco diventa faticosissima».

Estroversa, curiosa (ha anche un profilo Facebook, se pur non ridondante: 35 amici), molto somigliante al fratello ma in versione bionda, un marito che lavora a Parigi, due figli, la veterinaria di Lozza non voleva fermarsi allo studio professionale dove cura cani e gatti. La politica è stata un diversivo personale, la ricerca sull’alimentazione una strada parallela alla professione. «Mi piace visitare le aziende», sintetizza, «avere un rapporto diretto con le persone, ricostruire storie umane e professionali, che si intrecciano con la nostra storia». Il primo progetto, finanziato dalla provincia di Varese, riguardava il mondo del latte e derivati: «È stata così rivisitata la formaggella tipica di Luino, centro del lago Maggiore, che proviene da una particolare razza di capre scure della zona. È nato così l’unico formaggio Dop di capra».
Un gradito ritorno a casa, quello della dottoressa Maroni a Luino. La mamma, infatti, è stata per una vita segretaria di Piero Chiara, scrittore indimenticabile che nella vita privata faceva il cancelliere in pretura. E ancora oggi, racconta la figlia, la madre si riguarda con venerazione un quadro che lo scrittore-cancelliere le regalò per le nozze.
Il prossimo progetto sul rapporto fra inquinamento ambientale e possibili residui nel miele portati dalle api, cui sta lavorando, coinvolge l’Anai (l’Associazione Nazionale degli Apicoltori Italiani), l’università di Milano e ancora la Fondazione Iniziative Zooprofilattiche, ed è stato presentato a Roma al ministero della Salute che, pare, ha manifestato un buon interessamento. In parole povere, le api, che in cerca di sostentamento possono volare fino a due/tre chilometri dall’alveare, sono un po’ “sporcaccioncelle”: se possono scegliere fra l’acqua pulita e quella sporca, vanno a svolazzare sulla seconda, spesso liquami provenienti dagli allevamenti. Così i residui dei farmaci, soprattutto antibiotici, vanno a finire in minima parte nel miele, alimento fra i più puri. La ricerca, sempre nel quadro della qualità e della sicurezza in tavola, vuol verificare i livelli di queste presenze. Anche se, poi, non è facile ipotizzare una soluzione, a meno di non dotare le api di telecomando. Un sogno? Difficile dirlo. D’altronde nella Lega Enza Maroni sta nella formazione dei «Barbari sognanti», il gruppo che fa capo al fratello Bobo: un movimento che sta catalizzando gli interessi della base leghista.
 
(by Aldo Borta, Corriere della Sera, Brescia (20 marzo))