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Obiettivo: garantire l’accesso al credito
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Facilitare l’accesso al credito per gli imprenditori agricoli e mettere loro a disposizione strumenti finanziari affidabili per aiutarli a superare la crisi congiunturale. Questo è stato il tema centrale del workshop “Credito e agricoltura: nuove opportunità per le imprese” promosso da MiPAAF e ISMEA lo scorso 28 febbraio. Un’iniziativa con la quale ministero e ISMEA hanno presentato un ampio ventaglio di nuovi strumenti tra cui il Fondo credito, istituito con il decreto legge sulle Liberalizzazioni, forme innovative di garanzia in agricoltura e l’estensione delle garanzie ISMEA ai finanziamenti di breve termine, anche a fronte di transazioni commerciali.

Nel dettaglio, le principali novità sono rappresentate dalla costituzione del Fondo credito, istituito con Decreto legge 24 gennaio 2012 n. 1, meglio noto come decreto Liberalizzazioni, che prevede nella gestione il coinvolgimento delle Regioni attraverso i PSR. Altra importante novità? E’ rappresentata dall’estensione delle garanzie ISMEA ai finanziamenti di breve termine, anche a fronte di transazioni commerciali, introdotta con decreto MiPAAF n. 2595 del 22 marzo 2011. Tutti questi strumenti nascono per scongiurare l’uscita dal settore delle tante aziende messe in difficoltà dalla perdurante crisi. Senza credito, infatti, le imprese agricole chiudono.
Torriero, direttore Strategie finanziarie dell’ABI, ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra imprese, confidi e banche e, soprattutto, il lavoro che stanno portando avanti con ISMEA in termini di valorizzazione dei confidi e del fondo di garanzia. E per avvalorare il lavoro che ABI sta facendo nei confronti delle PMI ha parlato di un pacchetto di misure in cui vi sarà, tra l’altro, la sospensione dei mutui e la capitalizzazione delle imprese.
Le conclusioni del workshop sono state affidate al ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Mario Catania che ha ribadito come l’accesso al credito sia un tema di grande rilievo ed assuma massima priorità nell’ambito del settore agricolo e alimentare. In particolare, Catania ha puntualizzato che il Sistema Paese non riesce ad essere “performante” sul piano della crescita, rispetto ad altre economie europee. Non solo per il fattore lavoro, che certamente è uno dei fattori principe, ma non l’unico. Il Sistema Paese va reso più libero. «Le imprese vanno liberate da lacci e lacciuoli – ha detto Catania – che frenano la loro crescita».

Lo scenario non è confortante, anzi. La contrazione di liquidità delle banche si riflette in una contrazione del credito (credit crunch). La difficoltà di accesso al credito da parte dell’impresa è l’elemento specifico che vincola la ripresa della nostra economia. Catania ha espresso soddisfazione per il lavoro che sta facendo l’ABI e, di contro, ha ricordato del lavoro che anche il governo sta facendo. Soddisfazione per il lavoro dell’ISMEA, seppure i fondi di garanzia – che risultano ad oggi uno strumento valido volto a favorire l’accesso al credito delle aziende agricole, attraverso l’abbattimento degli spread e la riduzione del patrimonio di vigilanza delle banche – sono ancora poco conosciuti.
 
(by Alba Pietromarchi)