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A La Spezia, nella casa delle api il miele lo fanno i disabili
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Inaugurata la Casa della Api, nella Fattoria Didattica del Capanedo. I giovani disabili psichici ospiti lavoreranno nel laboratorio e potranno interagire con gli alunni. E' diventata una vera ''cittadella della solidarietà''
Fattoria biologica e sociale del Carpanedo

Dalla scorsa settimana alla Spezia il miele lo fanno i disabili. Nella Fattoria didattica biologica del Carpanedo a Limone, frazione della Spezia, è stata inaugurata la Casa delle Api, un piccolo edificio dove i ragazzi disabili produrranno miele biologico.

La Fattoria Didattica è un progetto ideato e gestito dalla Cooperativa Sociale C.I.S. della Spezia, impegnata nell’inserimento lavorativo di giovani con disabilità psichica.

Negli scorsi mesi, la Fattoria è diventata una Casa Famiglia, dove vivono sette ragazzi con problemi psichici e psichiatrici e situazioni familiari difficili, impegnati nella cura di piante e animali. La gestione della fattoria è aperta anche a lavoratori diurni affetti dalle medesime patologie, tutti regolarmente retribuiti.

La struttura, immersa in una oasi verde, a due passi dal traffico e dallo smog della città, è aperta al pubblico e soprattutto ai bambini. La cooperativa C.I.S., infatti è impegnata in progetti educativi e didattici con le scuole della città. “Attraverso le attività della Fattoria i bambini, abituati a vivere nel tessuto urbano, possono ricostruire un rapporto con la natura, ormai dimenticato. Qui vedono per la prima volta un maiale o una capra e scoprono che le uova non nascono in una scatola del supermercato” ha spiegato Milena, socia della cooperativa.

L’idea di coinvolgere i bambini, nasce anche dalla necessità di costruire intorno ai ragazzi disabili un nuovo ambiente sociale. Gli ospiti della casa famiglia lavorano e interagiscono direttamente con i bambini e i volontari, uscendo dal guscio di una solitudine socialmente imposta.

Si tratta di ragazzi definiti “stabilizzati”, “persone che hanno raggiunto il livello massimo di sviluppo cognitivo. Non possono migliorare, né peggiorare. Tenerli in Istituto è un non-senso, qui possono sentirsi in una vera famiglia e imparare a gestirsi nel lavoro e ad assumersi delle responsabilità” ha chiosato Milena.

Nella Casa Famiglia gli animatori sociali vigilano sulle attività quotidiane, ma sono loro, i ragazzi, a occuparsi di tutto. Le stanze sono ampie e dotate di ogni comfort, una di esse è dotata di un letto e un bagno completamente accessibile anche ai disabili fisici.

Si tratta di un grande progetto avviato dal Professor Pietro Cavallini, icona della città nella lotta all’integrazione dei “diversi”, e realizzato grazie al contributo di un donatore disabile. Nella costruzione della struttura, delle cantine e dei laboratori di falegnameria, tutti i principali soggetti della realtà territoriale hanno dato il loro contributo, dalla Regione Liguria all’Amministrazione Comunale, fino alle due principali Fondazioni Bancarie della Regione. Ma il contributo più significativo è stato quello dei cittadini, che insieme agli operatori, ai tecnici del verde e ai progettisti, hanno realizzato una vera “cittadella della solidarietà” nel cuore della città.
Dopo gli ortaggi, il vino e i salumi, da oggi i ragazzi della Casa produrranno anche il miele e trasmetteranno ai bambini le loro competenze, per contribuire a realizzare il sogno di Basaglia “portateli in mezzo a noi, vi accorgerete che non sono per niente diversi”.
 
(by Redattore Sociale)