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Sulle coste del sassarese fiorisce il rosmarino
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Secondo il naturista J.H. Fabre, considerato il padre dell’entomologia, il miele è un “miracolo combinato” dell'alleanza tra le api, insetti tra i più evoluti, e i fiori, che sono la più appariscente e insieme delicata rappresentazione del mondo vegetale.

Le api non potrebbero vivere senza i fiori e innumerevoli specie di piante si sarebbero già estinte se non ci fossero le api.

In questi giorni le zone costiere del nord Sardegna, malgrado le giornate siano ancora brevi, sono già illuminate dalla intensa fioritura blu-viola del rosmarino: una vera delizia per gli occhi di coloro che sanno apprezzare le meraviglie della natura sarda.

Da questo arbusto tipico della macchia mediterranea, amante dei suoli calcarei ma diffuso ovunque anche nei giardini per il suo uso in cucina e il gradevolissimo profumo, si ricava un ottimo miele, dal colore giallo pallido quando liquido, avorio-bianco quando cristallizzato, balsamico e delicato.

Il suo “potenziale mellifero” è molto elevato, malgrado la precocità della fioritura a volte determini il fatto che non tutte le famiglie di api siano già pronte e sviluppate per approfittarne.

Poiché in alcune zone montane la fioritura del rosmarino avviene anche in autunno spesso le api visitano anche i fiori del corbezzolo, dando vita a un miele molto caratteristico. In Sardegna il miele di rosmarino deve la sua tipicità a due fattori principali: il pascolo è effettuato esclusivamente in aree di vegetazione spontanea, nei periodi in cui c’è la fioritura di questa singola specie botanica e quando non c’è la “concorrenza” di pollini di altre essenze della macchia locale.

Con il termine “prodotti tradizionali” si intende in questo caso quei prodotti agroalimentari le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura siano consolidate nel tempo e omogenee per tutto il territorio interessato; “Prodotto Tradizionale” è un marchio attribuito dal Mipaaf (Ministero per la Politiche Agricole Alimentari e Forestali) che si affianca ai più conosciuti Dop, Igp e Stg. Di certo, il miele in Sardegna è uno dei prodotti più amati, che ha una larga diffusione anche in cucina, soprattutto nella preparazione di dolci.

Un esempio su tutti: in tutta l’isola sono diffuse le tipiche seadas: dolci di pasta lavorata con lo strutto, ripieni di formaggio, fritti in olio e abbondantemente cosparsi di miele. Le varianti alla ricetta sono moltissime, ma il miele fa da denominatore comune.

Inoltre, la tradizione dell’allevamento delle api e della lavorazione del miele è pratica molto antica: si narra che Aristeo, compagno di viaggio di Dedalo, introdusse in Sardegna la coltivazione della vite, dell’ulivo e l’allevamento delle api; una leggenda che pare trovare conferma nel ritrovamento di un piccolo bronzo nella zona di Oliena (Nuoro) raffigurante Aristeo, col corpo totalmente ricoperto di api.

Un’altra raffigurazione di Aristeo sarebbe stata ravvisata in un bronzetto nuragico che porta sulle spalle una sacca con tre recipienti di prodotti agricoli di cui uno di miele. Ma l’sallevamento delle api ebbe soprattutto nel Medioevo un notevole incremento: nei monasteri sardi infatti esistevano i cosiddetti “ortus de abis” per l’allevamento delle api e la produzione di miele, molto utile anche per usi medicinali.

Oggi, durante ogni festa di paese, ogni sagra e ogni manifestazione legata alla promozione del territorio è possibile incontrare produttori locali e acquistare dell'ottimo miele.
 
(by Sassari Mondo del Gusto di Cristiana Grassi)