Attualità
Il mondo delle api a misura d'uomo
[Condizioni di accesso ai contenuti di Apitalia Online]
 
 
La Cina sul podio mondiale del biologico
[Torna all'indice generale]
  
La biodomenica del 1° ottobre ha portato all'attenzione di un milione di visitatori il buon biologico italiano che mantiene il suo primato a livello europeo. A livello internazionale, tuttavia, il nostro Paese è stato scalzato dalla Cina

Un milione di visitatori in tutta Italia, grazie alla giornata di sole, hanno partecipato alla Biodomenica del 1° ottobre, organizzata da Aiab (Associazione italiana per l'agricoltura biologica), Coldiretti e Legambiente. Una giornata che è servita per rimarcare l'importanza dell'agricoltura biologica nel nostro Paese ma anche per mettere in guardia dai pericoli che sta correndo questo comparto.
Se infatti a livello europeo l'Italia continua a detenere la leadership con un terzo delle imprese biologiche europee, a livello mondiale è stata scalzata dalla Cina, la cui produzione biologica è aumentata di ben undici volte (+ 1057%). La tigre asiatica occupa così ora il secondo posto a livello mondiale potendo contare su una superficie bio che è di ben tre volte superiore a quella italiana.
Le tre organizzazioni, Aiab, Coldiretti e Legambiente, definiscono l’avanzata dell'Asia, con la Cina in testa, il frutto di una vera "rivoluzione culturale" nelle campagne cinesi dove per soddisfare i bisogni alimentari della popolazione interna si è cercato di aumentare le quantità con ogni mezzo: dagli organismi geneticamente modificati (Ogm) all'uso intensivo e incontrollato di pesticidi, dallo sfruttamento del lavoro a quello dell'ambiente. La Cina entra così di prepotenza nel mercato mondiale del biologico con una domanda che vale complessivamente 23,5 milioni di euro, in crescita dell'11,2% e si concentra in Europa e Nord America.
Tuttavia il biologico nel nostro paese è anche innovazione, produzioni particolari accanto a quelle di più largo consumo come frutta, verdura, miele, carni, formaggi, vino e olii extravergini. E' il caso per esempio dei prodotti per la cosmesi o per il benessere del corpo, come la biospugna di zucca (luffa) o l'olio biologico. Per non parlare della proposta di sapori dimenticati a vantaggio della biodiversità come la lenticchia di Onano e il fagiolo del Purgatorio presentati a Campo de' Fiori a Roma durante la biodomenica romana. Il biologico si può tradurre anche nel recupero di fasce sociali deboli, gli ex tossicodipendenti, i detenuti, i portatori di handicap fisici o mentali, che hanno trovato lavoro e nuove possibilità di vita grazie proprio al bio.
L'appello di Aiab, Coldiretti e Legambiente, anche in considerazione della delega attribuita al Governo, è dunque quello di sostenere il settore con misure di trasparenza, per rendere riconoscibili le specificità e le garanzie offerte dalla produzione “made in Italy”, rendendo operativo il marchio del biologico italiano. Solo in questo modo si potrà colmare il ritardo del nostro Paese nei confronti di Francia, Germania, Austria, Belgio, Svizzera, Olanda, Svezia e Danimarca che hanno già scelto in questo senso.
 
(by Marta Tairona)