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 Dal 20/05/2006 al 21/05/2006   Evento concluso 
Assaggia il miele biologico, assapora il gusto della vita
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Il 20 e il 21 maggio Mani Tese presenta un’interessante iniziativa: acquistando un vasetto di miele biologico puoi contribuire allo sviluppo delle isole Bijagos.
Con Mani Tese 300 piazze italiane sostengono l’Africa distribuendo miele biologico italiano, prodotto da CONAPI. I fondi raccolti saranno destinati al progetto n° 1915/a per migliorare le capacità produttive degli apicoltori delle isole Bijagos, in Guinea Bissau. Per non assaporare il gusto amaro dell’ingiustizia percorri con Mani Tese la strada della cooperazione dolce.
Quale cooperazione?
C’è una cooperazione dolce che nasce dalle esigenze degli essere umani, dalle necessità delle comunità del Sud del mondo che vengono coinvolte pienamente nei processi decisionali; è una cooperazione solidale che sostiene i progetti per l’autodeterminazione dei popoli, la giustizia sociale ed economica. È una cooperazione che ha scelto di stare dalla parte dei poveri che il mercato globale condanna alla sconfitta, e con loro cerca di costruire realtà in cui è l’essere umano a stare al centro e non il profitto. Consapevole che la dignità umana e l’ambiente sono un diritto di tutti e un bene comune da rispettare. Non esiste, a nostro giudizio, un bene superiore per cui valga la pena sacrificarli.

A.P.E. Nord Sud vuole essere una campagna che parla di cooperazione e di sviluppo; gli A.P.E. (Accordi di Partenariato Economico) sono invece una forma di cooperazione scelta dall’Unione Europea per i Paesi africani. La Commissione Europea, al pari delle Istituzioni finanziare internazionali, promuove l’idea che lo sviluppo, in Africa, potrà essere portato solo da una maggiore apertura commerciale: la liberalizzazione dei mercati e il commercio internazionale sarebbero la panacea dello sviluppo.
Noi non siamo d’accordo.
I negoziati dell’A.P.E. termineranno entro il gennaio 2008: poi sarà davvero a rischio il futuro delle piccole economie (cooperative di artigiani; di produttori; di pescatori; di apicoltori) che Mani Tese ha contribuito a sviluppare nei suoi quarant’anni di storia. Sono a repentaglio esperienze come quella degli apicoltori delle Isole Bijagos, beneficiari dei fondi raccolti in piazza. Ha senso, perciò, che accanto al progetto di sviluppo –il n. 1915/a, che proponiamo– Mani Tese realizzi un’azione di sensibilizzazione e d’informazione, per la creazione di un’opinione pubblica più attenta ai meccanismi che generano povertà e miseria.

Il Fiume, la Banca e la grande diga
Un giorno, dopo numerosi altri di lotta e nonostante l’opposizione degli abitanti, l’acqua del Fiume cominciò a coprire tutto. La valle del Fiume fu sommersa, e i gamberi, gli orti, le case e coloro che non avevano voluto abbandonare la loro terra diventarono un immenso lago. A valle la Banca Mondiale aveva finanziato la costruzione di una imponente diga. A valle, con le garanzie finanziarie provenienti da soldi pubblici, la Impresia, un’azienda italiana, aveva costruito un mostro di cemento che aveva fatto schizzare alle stelle il proprio fatturato.
Boubacar e sua mamma, raccolte le poche cose, se ne erano andati nell’entroterra pochi giorni prima dell’allagamento, in cerca di un nuovo posto dove stare. Con loro erano partite altre 5000 persone. Avevano promesso loro un risarcimento per la perdita della casa e per poter avviare una nuova attività.

Largo al profitto... e all'impoverimento
Sono passati 25 anni e questi soldi non sono mai arrivati. La Impresia, che vinse l’appalto per la costruzione della diga, guadagnò molti soldi. I benefici enormi prospettati dalla costruzione della diga non arrivarono. Mai. Il bacino e la centrale idroelettrica servivano a produrre energia, ma non per la popolazione locale, bensì per le imprese straniere insediate sul territorio. I prodotti venivano esportati all’estero e i profitti finivano nelle tasche degli azionisti delle imprese straniere. I 5000 contadini che avevano dovuto lasciare la terra erano rimasti a mani vuote. Il risultato di questo mastodontico affare consisteva nella creazione di 400 nuovi posti di lavoro a fronte di un esodo e inurbamento di altre 5000 persone.

La grande cooperazione... amara
Questa è una storia inventata, ma è simile a molte storie vere. Sono vicende che accadono, dal Guatemala al Niger, dalla Bolivia all’India. Esodi umani imposti da una cooperazione amara che con una mano dà e con l’altra toglie. Grandi progetti calati dall’alto, senza che nessuno consulti i “beneficiari”, i poveri. Azioni paternalistiche che dietro all’ipocrisia dell’aiuto allo sviluppo perpetuano di fatto la condizione di sfruttamento e di povertà di miliardi di persone. La cooperazione di molti governi e delle grandi istituzioni internazionali, la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e l’Organizzazione Mondiale del Commercio si è smascherata: oggi è evidente che l’ideologia liberista ha prodotto in realtà l’aumento dell’esclusione sociale, più sfruttamento e degrado ambientale.

Mani Tese, invece, ha scelto la cooperazione dolce da più di 40 anni. I fondi ricavati con questa iniziativa sosterranno il progetto n° 1915a in Guinea Bissau.

Regione: Arcipelago Bijagos Guinea Bissau
Partner: ADIM
Costo: EURO 26.832,86
Durata: 3 Anni

Il miele delle isole Bijagos
Progetto n°1915/A
Le isole Bijagos si trovano in Guinea Bissau, a circa 25 miglia dalla costa occidentale dell’Africa. Il collegamento con la terraferma è garantito da poche imbarcazioni che vanno avanti e indietro dalla costa. Per la popolazione locale è fondamentale rendere le isole il più possibile autonome; per questo, insieme ad ADIM, una ONG locale partner di Mani Tese dal 1994, gli abitanti delle Bijagos hanno deciso di intraprendere un progetto di sviluppo economico e sociale, con l’obiettivo di migliorare i metodi per la produzione e la raccolta del miele, per la conservaizone delle colonie di api e del loro habitat, costituito da mangrovie e palme.

Il progetto (che si inserisce in un programma molto più ampio) prevede la formazione di 100 giovani apicoltori e coinvolge due isole dell’arcipelago, dove verranno realizzate attività per migliorare l’estrazione del miele e aumentarne la produzione (fornendo gli strumenti per la raccolta e la conservazione del miele), e per diversificare le attività (valorizzando la cera d’api).
L’auto consumo del miele, prodotto nel rispetto delle norme igieniche e sanitarie, arricchirà la dieta degli abitanti delle isole Bijagos.

I mezzi utilizzati:
- arnie;
- equipaggiamenti da apicoltori (tute, affumicatori, secchi, bacinelle, etc.);
- recipienti per la decantazione, la maturazione e la conservazione del miele.

Le colonie di api hanno bisogno di essere tutelate: l’apicoltura tradizionale delle Bijagos viene praticata uccidendo con il fuoco le api, una pratica pericolosa che provoca spesso incendi che distruggono la vegetazione.

Con la formazione e l’introduzione di tecniche moderne, il progetto contriibuirà alla salvaguardia dell’ecosistema dell’arcipelago delle Bjiagos: la fragilità dell’equilibrio biologico sarà alla base dei corsi. È importante che i giovani sappiano coniugare la promozione dei programmi di sviluppo all’utilizzo coscienzioso delle risorse naturali.

L’azione finanziata da Mani Tese contribuirà a rompere l’isolamento in cui versa l’arcipelago, sostenendo le associazioni nella commercializzazione dei loro prodotti e del miele non consumato a livello locale, facilitando i trasporti (con la fornitura di una canoa) e installando una radio, che avrà la sua sede a Bubaque.

CHE COSA PUOI FARE TU:
Con 5 euro, l’offerta minima per un vasetto di miele, contribuisci all’acquisto delle arnie
Con 50 euro, contribuisci all’acquisto della canoa
Con 100 euro contribuisci all’organizzazione dei corsi di formazione per gli apicoltori
 
(by Apitalia)
 
  Per ulteriori informazioni su questo evento:
Tel. 800 552456
Web: http://www.manitese.it
 
 
 
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