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 Il 28/03/2009   Evento concluso 
ALLA RICERCA DELL’ARNIA PERDUTA
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Sabato 28 marzo la Provincia di Reggio Emilia organizza una giornata di studio sull’apicoltura. Studiosi, tecnici e professionisti s’interrogano sulle prospettive future del settore a Reggio Emilia e sul mistero del ritorno delle api in California



Il meraviglioso mondo delle api da sempre affascina studiosi e scienziati per il paziente e industrioso lavoro che si nasconde dietro alla produzione di ogni singola goccia di miele. Ma non solo. Questi insetti impollinatori, appartenenti all’ordine degli imenotteri, sono una vera e propria colonna portante della catena biologica sul nostro pianeta,
L’attività di impollinazione è diventata ormai, soprattutto per le aree con agricoltura intensiva, l’aspetto più importante dell’allevamento delle api che vengono a sostituire totalmente gli insetti pronubi spesso scomparsi nelle nostre campagne. Senza le api non sarebbe più possibile ottenere ortaggi, frutta, foraggi e sementi di qualità ed è per questo motivo, per il contributo delle api alle produzioni agrarie e, più in generale, al mantenimento dell’equilibrio ambientale, che l’apicoltura deve essere sostenuta e potenziata.

A partire dal 2006 da diversi paesi, tra i quali anche l’Italia, si è levato un allarme per il calo degli sciami. Il misterioso caso della scomparsa delle api è diventato un vero e proprio giallo che ha suscitato un approfondito dibattito internazionale sui delicati equilibri dell’intero ecosistema. Ora finalmente è arrivata una buona notizia: le api sono tornate altrettanto misteriosamente nella California del Sud, proprio lì dove avevano iniziato a scomparire tre anni fa facendo preoccupare ambientalisti ed esperti climatici. Un segnale che anche da noi fa ben sperare visto che nel 2007 in Italia sono scomparsi 200.000 alveari con danni economici stimati per circa 250 milioni di euro.

Sabato 28 marzo, a Reggio Emilia, alle ore 9.00, all’Hotel Posta ( p.zza del Monte n. 2) la Provincia di Reggio Emilia – Assessorato all’Agricoltura chiama a raccolta i maggiori esperti di apicoltura per fare il punto sulle questioni più complesse e dibattute, nel corso di una giornata di studi emblematicamente intitolata Alla ricerca dell’arnia perduta. (Informazioni: Provincia di Reggio Emilia, Assessorato Agricoltura tel. 0522 444607 e-mail assessore.agricoltura@mbox.provincia.re.it www.provincia.re.it).
Il convegno reggiano si inserisce in un’azione complessiva di valorizzazione dell’apicoltura che vede la Provincia di Reggio Emilia impegnata nel recentissimo Tavolo Provinciale di Coordinamento del Settore Apistico, unitamente all’Associazione Apicoltori della Provincia di Reggio Emilia, Conapi, Ausl Area Dipartimentale Sanità Pubblica Veterinaria, Consorzio Fitosanitario Provinciale, Arpa Reggio Emilia, Apima Ass.ni Agricole - Confagricoltura, Confederazione Italiana Agricoltori, Federazione Prov.le Coltivatori Diretti, Unione Generale Coltivatori-Cisl - e la Comunita’ Montana dell’Appennino reggiano.

Sabato mattina ad aprire i lavori alle ore 9.00 sarà Roberta Rivi, Assessore all’Agricoltura, Sviluppo Rurale, Tutela ai Consumatori della Provincia di Reggio Emilia, che con il suo intervento introdurrà alcune relazioni che vogliono indagare lo stato di salute di questi impollinatori e sviluppare una riflessione sul territorio emiliano.
Roberto Reggiani, Presidente dell’Associazione apicoltori di Reggio Emilia e Parma interverrà su “Analisi e prospettive dell'apicoltura reggiana”, a seguire Antonio Lavazza, Dirigente dell’ Istituto Zooprofilattico di Brescia presenterà uno studio su “Le virosi in apicoltura” mentre Giuseppe Diegoli della Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali della Regione Emilia-Romagna esporrà gli “Indirizzi del piano sanitario regionale". “Apicoltura e difesa fitosanitaria" sarà il titolo dello studio presentato da Pasquale Mazio, Tecnico del Consorzio Fitosanitario Provinciale di Reggio Emilia mentre Giorgio Celli, etologo e Docente all'Istituto di Entomologia “G.Grandi” dell’Università di Bologna parlerà de “La mente dell’ape. Considerazioni tra etologia e filosofia” Gli interventi previsti nella mattinata saranno moderati dal giornalista di Telereggio Gianni Montanari.
Al termine dei lavori verrà proposta una degustazione guidata alla scoperta del miele a cura dell’Associazione Apicoltori di Parma e Reggio Emilia e CONAPI

Al convegno saranno inoltre presenti: Davide Barchi, Dirigente del Servizio Produzioni Animali - Regione Emilia Romagna; Paolo Francesco Baroni, Dirigente Scolastico dell’Istituto d'Istruzione Superiore "A. Motti" di Reggio Emilia; Marco Benati, Confagricoltura Reggio Emilia; Ivan Bertolini, Presidente della Confederazione Italiana Agricoltori di Reggio Emilia; Andrea Besana, Organizzazione di Prodotto CONAPI; Fabrizia Capuano, ARPA - Direttore Sezione Provinciale di Reggio Emilia; Giuseppe Carini, Presidente dell’ Unione Generale Coltivatori - CISL di Reggio Emilia; Stefano Cinotti, Direttore Generale dell’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Brescia; Antonio Cuccurese, Direttore Area Dipartimento Sanità Pubblica Veterinaria di Reggio Emilia; Domenico Pietro Lo Fiego, Dipartimento di Scienze Agrarie e degli Alimenti dell’Università di Modena e Reggio; Leonilde Montemerli, Presidente della Comunità Montana dell’Appennino Reggiano; Patrizia Pellacani, Dirigente scolastico dell’ Istituto d'Istruzione Superiore "A. Zanelli" di Reggio Emilia; Anna Gloria Sabattini, Direttore del Consiglio Ricerca e Sperimentazione Agricoltura - CRA Api Bologna; Giuseppe Veneri, Presidente di C.R.P.A. - Centro Ricerche e Produzioni Animali S.p.a.; Marino Zani, Presidente della Federazione Provinciale Coltivatori Diretti di Reggio Emilia.

Senza api si mette a rischio non solo la produzione di miele, ma anche la produzione agricola: oltre un terzo dipende da coltivazioni impollinate dalle api. Senza questo prezioso insetto, presente sulla terra da milioni di anni, non ci sarebbero frutta e verdura.
La minor produzione di miele, il “liquido dorato” come definito nella letteratura greca e romana e descritto da Pitagora come un elisir di lunga vita, è solo l’effetto più diretto della scomparsa delle api ma vi sono anche conseguenze più gravi, tra le quali l’insufficiente impollinazione delle piante che determina una drastica riduzione del raccolto. Queste piccole operaie dorate sono infatti utili anche per la produzione di carne con l'azione impollinatrice che svolgono nei confronti delle colture foraggere da seme come l'erba medica ed il trifoglio, fondamentali per i prati destinati agli animali da allevamento.

Lo studio delle api è uno strumento essenziale per il biomonitoraggio; un’azione che ha come fine la valutazione degli effetti prodotti dalle modificazioni ambientali sugli organismi viventi. Le api sono degli ottimi indicatori biologici, delle vere e proprie sentinelle ecologiche che comunicano il danno chimico dell'ambiente in cui vivono, attraverso due segnali: l'alta mortalità nel caso dei pesticidi e attraverso i residui che si possono riscontrare nei loro corpi, o nei prodotti dell'alveare, nel caso degli antiparassitari e di altri agenti inquinanti, rilevati tramite analisi di laboratorio.
da allevamento.
 
(by Apitalia)
 
  Per ulteriori informazioni su questo evento:
Email: assessore.agricoltura@mbox.provincia.re.it
Web: http://
 
 
 
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