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 Il 28/06/2008   Evento concluso 
Api da salvare sotto i Portici gustosi
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L’A.N.A.I. organizza a Cascina (Pisa) nella sala esposizioni di via Pascoli, sabato 28 giugno alle ore 15:30 il convegno “Liberi dai veleni per salvare l’ape e il consumatore”
apicoltori provenienti da tutta Italia saranno così riuniti a convegno: si parlerà della moria di api e dell’appello “Liberi dai veleni per salvare l’ape e i consumatori”. A supporto di questa iniziativa anche la raccolta di firme, appoggiata da molte associazioni ambientaliste.
La moria delle api preoccupa non solo i produttori di miele. Per molti il fatto che nel 2007 in Italia, secondo alcune rilevazioni, il numero di questi insetti si sia ridotto del 50% - in America si parla addirittura del 90% - suona come un campanello di allarme globale. Questo perché le api, oltre ad avere un ruolo cardine in fenomeni naturali come l’impollinazione, sono ampiamente considerate un termometro per lo stato di salute del pianeta. Apicoltori e associazioni ambientaliste puntano il dito contro l’inquinamento e lanciano la campagna “Liberi dai veleni”. Questa battaglia parte da Titignano, dove è nata e ha sede l’A.N.A.I. Associazione Nazionale Apicoltori Italiani. L’assemblea di questa associazione si terrà sabato a Cascina, su iniziativa del presidente Sergio D’Agostino, apicoltore di Titignano. «Ogni giorno - spiega D’Agostino - si riversano nell’ambiente oltre 2500 agenti chimici diversi, contenuti nei circa 90mila prodotti disponibili in commercio. Una ricerca condotta da Jose Fuentes per la Virginia University ha recentemente dimostrato che queste sostanze, depositandosi sui fiori, disorientano irreparabilmente gli insetti impollinatori. Se un tempo le api percepivano le molecole di profumo emanate dai fiori anche a più di un chilometro di distanza, oggi non sono sufficienti trecento metri». «Quello che vogliamo far capire - prosegue il presidente A.N.A.I. è che la moria delle api ha conseguenze in qualsiasi ciclo vitale, sia animale sia vegetale, con seri rischi anche per l’uomo. Alcune ripercussioni negative sono già ampiamente visibili per i raccolti di frutta e verdura, dove non mancano stime economiche. Valutando in 1240 euro l’apporto economico dato all’agricoltura dall’attività di un singolo alveare, la scomparsa di 200 mila alveari registratasi nel 2007 avrebbe provocato danni per circa 250 milioni di euro».
 
(by Apitalia)
 
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