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 Dal 16/01/2007 al 18/01/2007   Evento concluso 
Sviluppare il Business dei prodotti apistici
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La via per un’apicoltura forte e dinamica!

Seminario e workshop saranno tenuti dal
16 al 18gennaio 2007

Ospitato dall’Associazione Etiopica produttori miele e cera ed esportatori.
Co-sponsorizzata da SNV and SOS Sahel.

L’obiettivo:
Sviluppare una progressiva e sostenibile industrializzazione in grado di sfruttare pienamente le opportunità di mercato.
Targeting:
Produttori, trasformatori, wild harvesters (raccoglitori di miele da api selvatiche), commercianti, enti certificatori, istituti di ricerca.

Argomenti:
Produzione & processi: tecnologie, raccolta di miele da api selvatiche sostenibile,
certificazione, ricerca, sviluppo di mercato e opportunità di commercio solidale.

Ufficio informazioni :
Organizzatore: The seminar working committee
C/o SOS Sahel Ethiopia: P.O. Box 3262, Addis Ababa
Tel: 167583/160279
E-mail: SOS.Sahel@ethionet.et

1. Il settore apicoltura- vista d’insieme
Lo stato corrente:
Disponendo del maggior numero di famiglie e di notevoli risorse nettarifere, l’Etiopia risulta il maggior produttore di miele e cera del continente africano.
A livello mondiale, l’Etiopia è il quarto produttore di cera e il decimo di miele.
Miele e cera occupano anche un importante aspetto nella vita religiosa e culturale del paese.

La produzione di miele corrente è di 24.600 tonnellate l’anno. La stima è basata sull’efficienza, va dal 65% al 75% , di 7,5 milioni di alveari tradizionali e 20 mila alveari razionali.

La cera risulta raccolta in abbondanza dagli alveari tradizionali piuttosto che da quelli razionali.

La cera ottenibile dagli alveari tradizionali e dell’ 8 – 10% del miele raccolto rispetto
Allo 0.5 – 2% ottenibile dagli alveari razionali. La produzione annuale di cera è stimata in 3.200 tonnellate. Questo dato è ottenuto senza considerare la cera prodotta in aree remote del paese. Dopo Cina, Messico e Turchia, l’Etiopia è il quarto produttore mondiale di cera.

Il miele è quasi esclusivamente utilizzato per consumo locale, mentre una considerevole percentuale di cera è esportata.
Il miele prodotto è così grezzo da non poter competere sul mercato internazionale. In conseguenza di ciò l’esportazione è avvenuta nei paesi circostanti negli anni 1984-1994.

1.2 Il problema:
Benché la produzione annuale, di cera e di miele, sia notevole rispetto agli altri paesi africani, il sistema di produzione comunemente esercitato è tradizionale. La produttività delle api è molto bassa e non supera la media dei 5-6 kg di miele per alveare.

In aree in cui migliori tecnologie sono state introdotte, si sono raggiunte produzioni di 15-20 kg/per alveare.

I maggiori problemi dell’apicoltura in Etiopia sono in relazione alla mancanza di conoscenze apistiche. Si registra: scarsità di monodopera qualificata, scarsità di attrezzature, patologie e parassiti e inadeguata ricerca a supporto di programmi di sviluppo.
L’esportazione dei prodotti è una delle difficoltà più difficili da superare, necessitando collaborazione e coordinazione tra le parti interessate.

Alla produzione risultano evidenti i seguenti limiti:
Alto prezzo nazionale del miele.
Scarsa organizzazione nella produzione.
Mancanza di appropriata tecnologia per la trasformazione dei prodotti.
Packaging (sono di scarsa qualità e costosi).
Controlli di qualità scadenti.
Deficit di relazioni commerciali sia con soggetti tradizionali che etici.
Assenza di crediti agevolati.

L’ Etiopia non è ancora accreditata dalla Ue per i prodotti apistici.

La domanda di prodotti è costellata di limiti analoghi, molti dei quali basati sulla mancanza di conoscenze e informazioni:
Indisponibilità d’informazioni.
Scarsi contatti per l’esportazione .
Prezzi offerti per l’esportazione più bassi rispetto a quelli presenti sui mercati nazionali.
Alti costi di trasporto.

Caratteristiche di qualità richieste per l’esportazione.
Termini di acquisto e di pagamento.
Bassa quantità di prodotto disponibile per l’esportazione.
Alto livello di adulterazioni.
Consapevolezza della qualità nei consumatori.
Rispetto degli standard di qualità.


1.2 Le soluzioni proposte:
Un approccio qualificato e strutturato a livello nazionale sembra necessario per far sì che il settore riesca a sviluppare una sua industria con discreta prospettive future e in grado di raggiungere le opportunità presenti a livello internazionale.
Ciascun operatore deve prendere parte a questo processo di costruzione e deve essere responsabile del suo futuro successo.
Aspetti che richiedono urgente attenzione includono:
Lo sviluppo di procedure e strandard per l’esportazione.
Sviluppo di infrastrutture rurali per la gestione dei prodotti.
Realizzazione di certificazioni (biologico, solidale, sostenibile, raccolto selvatico, HACCP).
Ottimizzazione degli standards di qualità e delle pratiche etiche.
Miglioramento del packaging e della presentazione dei prodotti.
Diversificazione dei prodotti apistici verso una gamma a più alto valore aggiunto.
Azioni di sviluppo e promozione dei prodotti etiopici sul mercato internazionale.
Sviluppo di un economia sostenibile in apicoltura in Etiopia.


Seminario- workshop 12-18 gennaio2007
Lo scopo dell’eventoè: fornire un forum di discussione e collaborazione tra produttori, trasformatori e commercianti di prodotti apistici in Etiopia, allo scopo di promuovere l’economia apistica.

L’evento è stato progettato da SNV in collaborazione con l’Associazione etiopica produttori miele e cera e associazioni di esportatori.

Questo forum provvederà l’opportunità di discutere le questioni prioritarie e trovare un accordo sulle possibili soluzioni. Non mancheranno inoltre le possibilità di interessanti incontri.

Attese:
Informazioni, scambi, dibattiti e networking. Valutazione delle specifiche necessità del settore.

Participanti: produttori e commercianti
Il NGO che promuove lo sviluppo rurale
Enti di certificazione e di servizio tecnico

L’Itinerario: l’evento comprende quanto segue:

Giorno 1. Il primo giorno sarà dedicato alla presentazione delle realtà “biologiche” nazionali, regionali e internazionali. Scopo della giornata è fornire una chiara visione delle opportunità e dei problemi connessi al sistema “biologico”, possibilità future e trends. Il forum dovrà produrre una piattaforma dalla quale valutare le migliori strategie.

Giorno 2. Il mattino sarà dedicato alla discussione e al dibattito.
Il pomeriggio sarà incentrato sulla strategia dello sviluppo. I partecipanti si divideranno in gruppi di lavoro che discuteranno aspetti specifici e proporranno strategie chiave.

Giorno 3. I gruppi di lavoro presenteranno le loro conclusioni e formuleranno piani d’azione. La giornata sarà conclusa con la definizione di eventuali strategie.
La cerimonia di chiusura si terrà nel tardo pomeriggio e sarà seguita da una mostra di prodotti del settore.
 
(by Apitalia)
 
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