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| Trasmissione dei virus delle api. Conseguenze e pericoli | ||
| di gisav | ||
| Abbassare la presenza virale nell’alveare è un imperativo categorico. Il motivo è semplice: meno virus + risultati nella lotta alla varroa; + virus, invece, determinano la diminuzione delle difese immunitarie delle api . | ||
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Ricapitolando lo scenario decisamente pesante: i fuchi trasmettono i virus alle regine che fecondano, le quali li trasmettono a tutta la famiglia, fuchi della stessa compresi (che infetteranno altre regine). Questo porta ad una prima considerazione: forse nelle famiglie che presentano elevati sintomi di varroasi, e perciò verosimilmente anche di presenza virale elevata, si dovrebbe provvedere alla sostituzione della regina con una esterna all’alveare cercando di abbassare in questo modo la presenza virale. A maggior ragione tali sostituzioni dovrebbero essere effettuate dagli allevatori di regine, che rischiano di far fecondare le regine allevate da fuchi infetti da virus. Si ha come conseguenza che quando si acquista una regina, si può immettere nell’alveare una carica virale più o meno alta, che potrà avere parecchio peso sul risultato della lotta alla varroa. Le scorte contenute nei favi possono risultare contaminate da virus. Dunque, il regalare i favi di famiglie che hanno avuto problemi di varroasi sembra verosimilmente un azione di diffusione virale verso le famiglie che li ricevono. Il ruolo della varroa nell’attivazione delle infezioni virali latenti è certo e determinante. Dunque è assolutamente necessario mantenerla ai più bassi livelli di presenza possibili. Gli ultimi anni sono stati molto duri per ciò che riguarda la lotta alla varroa, che non sempre ha dato gli esiti sperati. Forse sarà necessario aiutarsi, utilizzando la tecnica apistica, contenendo in parallelo la diffusione di virus. |
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© Apitalia - Tutti i diritti riservatiScritto in data 17/05/2006 da gisav |
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