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 Dal 06/06/2018 al 30/06/2018   Evento concluso 
San Michele all’Adige: una
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La Proposta di adesione all’Appello per la tutela della biodiversità delle sottospecie autoctone di Apis mellifera L. in Italia non sarà sottoscritta dagli apicoltori italiani e dalle loro Organizzazioni nazionali.

E’ quanto emerge dal Comunicato congiunto firmato dai rispettivi presidenti di ANAI, FAI e UNAAPI che motivano in modo chiaro il loro diniego all’invito avanzato dal presidente dell’Istituto Agrario “Fondazione Mach” di San Michele all’Adige (TN), professor Andrea Segrè.

L’iniziativa in questione sembrerebbe all’apparenza benemerita; nel metodo e nel merito, però, argomentano le Organizzazioni apistiche, non è condivisibile perché una parte della Comunità scientifica nazionale ha inteso elaborare il documento senza volerlo preventivamente condividere con il mondo apistico delegittimandolo, di fatto, quale interlocutore su un tema di specifica competenza; cosa ritenuta altrettanto inopportuna, dalle Organizzazioni nazionali, la volontà degli estensori di questa carta di sovrapporre al livello nazionale quello territoriale, omologando le Associazioni locali alla sottoscrizione di un documento la cui natura e portata non può che essere di esclusiva pertinenza delle Organizzazioni nazionali. Un corto circuito, insomma, che lascia trasparire un’impostazione approssimativa e un grave e incomprensibile conflitto di interesse sui temi della biodiversità in apicoltura.

Ancora tutte da comprendere le ragioni che hanno indotto i ricercatori (e non solo loro, visto che la cordata di San Michele all’Adige include anche soggetti che a vario titolo nulla hanno a che fare con la ricerca scientifica in apicoltura), che hanno partecipato alla stesura di questo documento, a voler circoscrivere in un ambito esclusivo i temi dell’apicoltura fino a emarginarne i principali protagonisti che sono anche, va ricordato, i principali detentori del patrimonio apistico che a fatica è stato finora preservato dalle avversità agro-ambientali, sanitarie e di mercato.

Una falsa partenza, insomma, o se preferite una discesa in campo a gamba tesa, che finirà per confondere il già complesso quadro di un’apicoltura italiana in grave crisi economica e preda di antagonismi organizzativi.
 
(by Apitalia)
 
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