Attualità
Il mondo delle api a misura d'uomo
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Senza le api vuoto il 52% dei banchi del mercato
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Da molti anni campagne in tutto il mondo denunciano i pericoli della scomparsa delle api: il cosiddetto Colony Collapse Disorder, sindrome che porta a svuotare gli alveari per colpa di diversi fattori. Senza le api, impollinatrici di un terzo dei raccolti mondiali, non avremmo più cibo e il mondo sarebbe condannato a una lenta agonia. Per raccontarlo ai consumatori e sensibilizzare sul tema, anche una nota catena di supermercati americani si è data da fare e ha appena lanciato la sua campagna Share the buzz.
Share the buzz significa «condividere il ronzio», inteso sia come ronzio delle api sia come quello che una notizia condivisa in Rete può creare facendo parlare di sé sui social network e non solo. E oltre a video da condividere e informazioni dettagliate sulla salute del mondo e delle api, la campagna di “Whole Food Market” (una società alimentare americana con sede ad Austin, in Texas) dispensa consigli per scelte di vita etiche che aiutino a non decimare la loro popolazione. Mentre l’Ue mette al bando i pesticidi, tra i primi (ma non unici) colpevoli di questa estinzione, il singolo consumatore può nel suo piccolo piantare fiori di diverse specie, scegliere prodotti organici nati all’interno di ecosistemi che salvaguardano questi insetti, dire no a spray e pesticidi, donare fondi per la protezione delle api. E soprattutto, può informarsi: scoprendo per esempio come siano le api le prime nutrici dei campi dove le mucche pascolano, per creare poi a loro volta latte e formaggio, e così via.
Ma la parte più scioccante e toccante di questa campagna è quella fotografica: grazie all’aiuto dei ricercatori della University Heights, nel Rhode Island, è stato ricreato un negozio in cui non compaiono più tutti quegli alimenti che dipendono dall’incessante lavoro delle api. Il risultato è sconfortante: niente più, per esempio, mele, carote, limoni, melanzane, sedano e cavolfiori, e molti altri prodotti agricoli che fanno parte della nostra dieta quotidiana. Secondo i calcoli, senza l’aiuto delle api sparirebbero dagli scaffali il 52 per cento delle merci, sia quelle fresche prodotte da orti e frutteti, sia alcuni prodotti (come quelli caseari, ma anche molte carni) che sentono indirettamente il beneficio del lavoro dell’impollinazione.
 
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(by www.corriere.it - 9.07.2013)