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Il mondo delle api a misura d'uomo
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Buone idee e buoni frutti
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Quando le idee hanno buone gambe, danno sempre buoni frutti. E' il caso del lavoro portato avanti da A.N.A.I. Lombardia, A.N.A.I. Nazionale, A.I.I.P.A e Apitalia riguardo a inquinamento ambientale e limiti residuali degli antibiotici. Ringraziamo il ministero della Salute per la cortesia con cui ci ha accolto e ha dato udienza alle nostre istanze. Del resto, la Salute è stato ed è sempre il nostro punto di riferimento e diciamo, ancora una volta, a tutti gli apicoltori di rispettare e attuare le Regole che emana. Seguire le procedure è d'obbligo in tutti i campi della vita. L\'intervento sarà pubblicato, con integrazioni, sul numero di giugno di Apitalia


Carissimo Massimo,
con un ritardo pauroso, di cui mi scuso, Ti scrivo le righe relative alla mia esposizione del Progetto inquinamento ambientale a Bruxelles.
Innanzitutto, devo dirti che la Commissione Fedem (Federazione europea del miele), ha accolto - veramente - con entusiasmo la Delegazione Italiana dell'AIIPA, anche perché, la sera prima, durante la cena di gala, avevamo, già, avuto modo di spiegare il Progetto che mirava a ottenere, anche a livello europeo, i limiti residuali degli antibiotici nel miele, causati da inquinamento ambientale.
La mattina del giorno 23 marzo 2012, alle ore 11.00, ha avuto inizio la mia esposizione del problema, appoggiato dal dottor Alessandro Capris, tecnico agronomo, e supportata da una valente interprete che ha fatto comprendere, dettagliatamente, la terminologia legata al Progetto stesso. Supervisore al meeting, il dottor Gianni Forni, importante funzionario dell'AIIPA.
Naturalmente, prima di iniziare ho voluto sottolineare in grassetto che il Progetto era stato voluto e sviluppato da ANAI Lombardia, costola di ANAI Nazionale, il cui Presidente, Damiano Martellini, ne è stato anche l'artefice apistico.
Ho voluto anche plaudire al Presidente di Anai Nazionale, Sergio D'Agostino, quale potente vertice che ha abbracciato la modernissima idea di collegare, per la prima volta dopo 70 anni di apicoltura, un'associazione apistica (ANAI) con un\'associazione di Import/Export del miele (AIIPA), sinergia che come c'insegnano le api non può che far bene all'apicoltura italiana: l'unione fa la forza.

Dopo aver illustrato le prime fasi del lavoro: preparazione degli alveari per l'esperimento; sterilizzazione dei favi e del legno dell'arnia; posizionamento di una parte delle stesse in una valle collinare e di altre in altro luogo a circa 1 km di distanza; posizionamento di contenitori con liquame zootecnico, appositamente inquinato, accanto a fonte limpida per poter dimostrare la presa da parte delle api di acqua sporca.
Dopo aver ulteriormente illustrato la smelatura del miele prodotto, con evidente dimostrazione che esso conteneva misura elevata di antibiotico, risultato dato da ulteriori analisi, sono passato a parlare del prelevamento del liquame presso stalle o campi dove pascolavano mucche, o maiali, al fine di stabilire se nello stesso vi fosse residuo di medicine zootecniche impiegate per curare gli animali.
Ho illustrato anche che le analisi sul suddetto liquame hanno dato risultati allucinanti, con valori enormi vicini ai 500 Ppb di sulfamidici, tilosine, tetracicline, streptomicine.
La cosa non era abnorme poiché, come sappiamo, nel latte il valore dell'antibiotico e del sulfamidico ammessi è superiore a 100 Ppb.

Riagganciandomi alla prima fase dell'illustrazione, ho spiegato come le api, che succhiano il liquame, portano, automaticamente, nel miele una parte di detti residui di medicine veterinarie, inquinandolo e, di riflesso, ponendolo fuori legge.
Allo stato attuale delle cose, ho pure detto che in Italia siamo riusciti a ottenere:
1) L'adeguamento del PNR dal solo allevamento, come era prima, anche al prodotto finito, a scaffale.
2) Un modo di lettura del PNR stesso che contempla, in una prima fase del controllo analitico, la presa in considerazione della colonna dello “screening” che evince 10 Ppb per i sulfamidici, le tetracline, le streptomicine e 5 Ppb per le tilosine.
E solo, in caso di risultato uguale o superiore ai termini di cui sopra, la presa in considerazione della seconda colonna denominata “di conformità” che evince, per tutte le molecole, 5 Ppb.

L'assemblea della Federazione ha lungamente applaudito l'esposizione delle diverse fasi del Progetto, dichiarando che l'Italia aveva presentato un'innovazione assoluta, capace per il futuro prossimo di produrre una legge europea che dettasse limiti importanti sull'inquinamento ambientale.
Và da sé che nessuna delle molte nazioni europee presenti ha opposto il minimo veto a detto Progetto; anzi, la Polonia, per bocca del suo rappresentante, ha sottolineato il fatto che in alcune zone del loro paese, dove curano con antibiotici i vitelli affetti da asma, l'inquinamento da antibiotico nel miele cresce esponenzialmente.
Ciò a comprova del fatto che il Progetto italiano ha colto nel segno.

Ho concluso sottolineando il drammatico fatto che fino a pochi mesi fa trovare minimi Ppb, nel miele, di un antibiotico, liberamente usato in zootecnia, era un reato punibile penalmente con conseguenze per l\'azienda inquisita che potevano portare anche al blocco della produzione.

Un abbraccio tra la Delegazione Italiana e tutti i componenti ha concluso definitivamente i lavori.
 
(by Raffaele Terruzzi - Presidente AIIPA, Gruppo Miele. Consigliere A.N.A.I. nazionale)