di Redazione Apitalia | 9 Ottobre 2008 | 15:06
Dolce, morbido, vellutato, inebriante: sembrano le caratteristiche di un amante ideale, in realtà sono tutti aggettivi utili a definire il miele, il prodotto alimentare che le api producono dal nettare dei fiori o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante, e che esse trasformano, immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell’alveare.
Una fonte di zuccheri semplici e dunque un cibo altamente energetico e dolcificante, che non necessita di nessuna trasformazione per essere consumato. E quanto lavoro da parte delle api che, per raggiungere la quantità di un chilo di prodotto, devono far visita almeno a due milioni di fiori.
Qualche cenno anche ai suoi componenti principali: acqua, zuccheri, acidi, proteine, sali minerali, pigmenti, sostanze ed aromi dei fiori, enzimi, fosfati e vitamine. Un mix che garantisce una gran quantità di proprietà.
Delle qualità del miele infatti si sa molto, ma spesso non grazie a spiegazioni scientifiche quanto all’ausilio della tradizione popolare. Una delle virtù è di non avere additivi per definizione: non può che essere prodotto naturalmente, grazie ad una composizione complessa, difficilissima da riprodurre.
Gli zuccheri del miele, glucosio e fruttosio in primis, sono semplici, immediatamente assimilabili e digeribili, al contrario di quelli dello zucchero e della marmellata, ad esempio.
Nessun problema per possibili sofisticazioni: non è necessario infatti aggiungere additivi, perché è già in grado di conservarsi da sè. La provenienza italiana del miele è segno di qualità, perché il miele nazionale è di alto livello. Molti dei mieli venduti attraverso la grande distribuzione sono però esteri. In etichetta, se il miele proviene da paesi extracomunitari, va segnalato.
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