di Apitalia - Redazione | 1 Luglio 2008 | 09:31
“L’Italia prende atto che c’è una moria del 70 per cento degli alveari nel mondo. È un problema non solo italiano, e neppure europeo”. Lo ha dichiarato al VELINO il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia nel ricordare che si tratta di una vera e propria “crisi internazionale”. Le api perdono l’orientamento e non tornano più negli alveari, ha spiegato il ministro. “Ci sono molte ipotesi, come quella dell’inquinamento, dei pesticidi ma noi dobbiamo essere vicini ai nostri produttori perché ape non significa solo produzione ma anche impollinazione”. Leggi il resto dell’articolo »
Vota questo articolo:

La “
Altro che risollevarsi: l’Italia si sta scavando la fossa, anche dal punto di vista economico, con le proprie mani giorno dopo giorno. Chi, come in Umbria, conta per la promozione dei propri prodotti sul traino di un ambiente sano deve svegliarsi, coalizzarsi e difendere il bene più grande che ha.
Prosegue la polemica tra le istituzioni italiane e le associazioni apistiche sulle cause reali della crescente moria di api in Italia. Con le associazioni di categoria che invitano a una sospensione cautelativa dei neonicotinoidi e il ministero della Salute che in assenza di prove concrete sulle responsabilità dei pesticidi nella moria di api non ritiene di dover applicare il procedimento di sospensione. “Si possono fare affermazioni del genere solo in seguito a una ricerca seria sull’impatto dei neonocotinoidi sulle api, e in Italia ancora non è stato fatto nulla in quel senso”. È decisa la replica di Massimo Ilari, direttore di Apitalia 





