di Redazione Apitalia | 30 Giugno 2008 | 12:32
Purtroppo, o fortunatamente, negli ultimi tempi i mezzi di informazione, vale a dire televisione e giornali, si sono accorti che esistono anche le api. Il motivo? Semplicemente per le morie vistose dell’anno in corso, per le quali si punta il dito prevalentemente sui neonicotinoidi.
Per quanto mi riguarda non sono d’accordo con quello che si dice, o meglio si scrive, la mia convinzione è sempre stata che la moria delle api sia scatenata dalla Varroa.
Veniamo ai fatti. Dal mese di settembre in poi si è iniziato a constatare l’abbandono delle arnie da parte delle api, a partire da quel momento le cause dell’abbandono sono state spiegate secondo il punto di vista di chi parlava. Ecco così salire sul banco degli imputati, a turno, gli anticrittogamici per il granoturco e per la vite; le onde elettromagnetiche dei telefoni cellulari, le polveri sottili; fattori che portavano le api a disorientarsi. In pratica, non erano più in grado di fare ritorno all’alveare e non è certo difficile definire amara la sorpresa dell’apicoltore nel trovare le arnie vuote o quasi.
Leggi il resto dell’articolo »
Vota questo articolo:

In relazione, alle notizie in merito a un possibile legame tra moria di api e agrofarmaci in Maremma, Agrofarma – Associazione nazionale imprese agrofarmaci, che fa parte di Federchimica – desidera precisare quanto segue. 
Un biologo canadese, Graham Thompson, dell’Università del Western Ontario, ha individuato il gene dell’egoismo. Secondo quanto pubblicato dalla “Gazzette de Montreal”, Thompson insieme al collega di Sydney Peter Oxley ha preso in considerazione le comunità di api, in cui l’ape regina è l’unica femmina in grado di riprodursi. Se le api operaie, completamente sterili, lavorano costantemente per lei lo fanno in funzione di un gene “egoista”
Tenersi aggiornati sulla legislazione alimentare ed interpretarla con sicurezza è diventata oggi una impresa non certo facile. Le tante disposizioni che interessano gli agricoltori e i produttori e confezionatori di prodotti agrari, apicoltori compresi, sono a volte incluse in un groviglio di norme, leggi e leggine che, con il particolare settore, non sempre hanno a che vedere. Non facile impresa, sia per coloro che debbono applicarle sia per coloro che hanno il compito di divulgarle ed esplicarle.
Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’università di Amsterdam ha sottolineato la capacità del miele di eradicare batteri, anche antibiotico resistenti, dalla pelle di volontari sani. Non sono molti gli antibiotici in fase di sviluppo per risolvere il problema e verso quelli attualmente a disposizione molti batteri hanno sviluppato resistenza. 






