di Apitalia - Redazione | 15 Aprile 2008 | 11:16
La moria delle api miete sempre più vittime. I più preoccupati e colpiti sono gli apicoltori biologici: coloro che maggiormente si impegnano per la salvaguardia dell’ambiente, dei suoi abitanti e della salute delle persone. Il Consiglio di Amministrazione di Conapi, il Consorzio Apicoltori Agricoltori-Biologici Italiani che riunisce più di mille soci e produce oltre il 20 per cento del miele italiano di qualità, commercializzato soprattutto con il marchio MIELIZIA, chiede con la lettera sottostante impegno al mondo della ricerca e delle organizzazioni degli agricoltori; riconoscimento del valore delle api Leggi il resto dell’articolo »
Vota questo articolo:


(2 voti, media: 3.5 su 5)
Principio di precauzione? Gli altri sono venuti tutti dopo di noi. Apitalia lo chiede a gran voce dal 2005 e lo ha anche dichiarato in un’intervista ad EcoRadio fatta il 31 maggio 2007 riascolta l’intervista. 
Caro Direttore Editoriale,
Prosegue la polemica tra le istituzioni italiane e le associazioni apistiche sulle cause reali della crescente moria di api in Italia. Con le associazioni di categoria che invitano a una sospensione cautelativa dei neonicotinoidi e il ministero della Salute che in assenza di prove concrete sulle responsabilità dei pesticidi nella moria di api non ritiene di dover applicare il procedimento di sospensione. “Si possono fare affermazioni del genere solo in seguito a una ricerca seria sull’impatto dei neonocotinoidi sulle api, e in Italia ancora non è stato fatto nulla in quel senso”. È decisa la replica di Massimo Ilari, direttore editoriale di Apitalia, la rivista specializzata del settore, alla posizione espressa da Antonio Consolino, direttore dell’ufficio fitosanitario del ministero della Salute. In seguito a un tavolo di discussione al quale hanno partecipato i ministeri della Salute, dell’Agricoltura e dell’Ambiente, Consolino aveva dichiarato al VELINO che “non ci sono i presupposti per una sospensione cautelativa dei neonicotinoidi”, e che avrebbe verificato “i motivi che hanno spinto la Francia a procedere per una sospensione dell’utilizzo in agricoltura del Gaucho, perché, nonostante questo provvedimento, a quanto mi risulta, le api continuano a morire anche oltralpe”. 





