di Apitalia - Redazione | 7 Aprile 2009 | 09:57
L’Italia agricola è un “Paese per vecchi”. Abbiamo un contadino giovane, sotto i 35 anni, ogni 12,5 agricoltori con più di 65 anni. Niente di paragonabile a Francia e Germania, dove lo stesso rapporto scende rispettivamente a 1,5 e 0,8. Verrebbe quasi spontaneo lanciare un appello ai giovani: “Uscite dai call center, andate nei campi!”. Fatevi il favore di un lavoro meno precario, più creativo, più gratificante, dove siete i padroni di voi stessi, per ritrovare un sano rapporto con il mondo.
Bisognerebbe pensare e parlare non solo di crisi dell’agricoltura, ma di agricoltura come una delle possibili vie d’uscita dalla crisi. La formula purtroppo non è, però, così scontata, perché evidentemente in Italia tornare alla terra o continuare il lavoro di padri agricoltori non è facile: il Paese, preso dall’ansia di rilanciare i consumi, l’industria e l’edilizia, un’opzione del genere neanche se la immagina. O se la immagina male. Leggi il resto dell’articolo »
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Dornach Svizzera,
Miele? Grazie si. Potrebbe essere lo slogan di un consumatore attento alla qualità dei cibi e alla salute. Eppure, ormai, lo zucchero lo ha quasi soppiantato nell’alimentazione e nell’industria dolciaria, nonostante un etto sviluppi 400 calorie contro le 300 del miele. Un bell’inizio non c’è che dire. 
Merendine, snack golosi, succhi di frutta, ma anche hambuger e patatine fritte. E poi bevande gassate e dolciumi, in gran quantità. In più c’è la vita sedentaria: tutto il giorno davanti alla tv, al computer o alla play station.
Archiviata la lunga pausa estiva, ripreso il lavoro, aperti i battenti le scuole, entrate nel vivo tutte le attività, le famiglie sono sempre alle prese con i soldi che non bastano mai, i problemi della terza settimana e non più della quarta: in una parola il carovita. 





