di Redazione Apitalia | 31 Ottobre 2008 | 10:42
Sono venuto a conoscenza che i carabinieri del NAS laziali stanno operando sequestri di confezioni di miele (anche in quantitativi irrilevanti) presso piccole aziende apistiche che confezionano alimenti a base di miele apponendo etichette con le denominazioni commerciali “miele al peperoncino”, “miele diavoletto (al peperoncino piccante)”, “miele alla mentuccia”, “miele al ginseng”, “miele con pappa reale e propoli”, o con altri ingredienti, si chiede di conoscere l’esatta interpretazione dell’art. 4 del D. Lgsl. N. 179/2004. (E’ vietato aggiungere al miele, immesso sul mercato IN QUANTO TALE o utilizzato in prodotti destinati al consumo umano, qualsiasi ingrediente alimentare, ivi compresi gli additivi).
Il sequestro viene giustificato per la violazione agli artt. 5, lettera “a” e 6 della Legge 30.04. 1962, n. 283, che a noi pare eccessiva per il tipo d’ingrediente aggiunto, tanto più che la denominazione di vendita non lascia equivoci né trae in errore gli acquirenti. Per di più il miele, come si evince dalla denominazione commerciale, non è più “tale”. Si chiede una risposta nei termini di legge in quanto è assolutamente necessario e urgente dare precise direttive alle ditte produttrici di tali alimenti entrati da anni nell’uso commerciale, attraverso le pagine del mensile nazionale “Apitalia”.
Roberto Grillini, Bologna
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Adulterazione, alterazione, contraffazione, sofisticazione 
Tenersi aggiornati sulla legislazione alimentare ed interpretarla con sicurezza è diventata oggi una impresa non certo facile. Le tante disposizioni che interessano gli agricoltori e i produttori e confezionatori di prodotti agrari, apicoltori compresi, sono a volte incluse in un groviglio di norme, leggi e leggine che, con il particolare settore, non sempre hanno a che vedere. Non facile impresa, sia per coloro che debbono applicarle sia per coloro che hanno il compito di divulgarle ed esplicarle.
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