di Apitalia - Redazione | 7 Aprile 2008 | 11:54
Nei prodotti alimentari si scoprono "veleni" da tutte le parti, non solo in Italia: uno studio ha trovato in 40 bottiglie di vino 140 tracce di residui di pesticidi
Altro che risollevarsi: l’Italia si sta scavando la fossa, anche dal punto di vista economico, con le proprie mani giorno dopo giorno. Chi, come in Umbria, conta per la promozione dei propri prodotti sul traino di un ambiente sano deve svegliarsi, coalizzarsi e difendere il bene più grande che ha.
Con la mania di bruciare tutto ciò che brucia abbiamo distrutto l’economia della “mozzarella”. Con la mania della chimica a piene mani stiamo distruggendo le api e con esse la possibilità di impollinare le piante da frutto ed altre.
Adesso arriva il grido di allarme sul vino che potrebbe essere il colpo di grazia per l’agricoltura italiano. Leggi il resto dell’articolo »
Vota questo articolo:

Prosegue la polemica tra le istituzioni italiane e le associazioni apistiche sulle cause reali della crescente moria di api in Italia. Con le associazioni di categoria che invitano a una sospensione cautelativa dei neonicotinoidi e il ministero della Salute che in assenza di prove concrete sulle responsabilità dei pesticidi nella moria di api non ritiene di dover applicare il procedimento di sospensione. “Si possono fare affermazioni del genere solo in seguito a una ricerca seria sull’impatto dei neonocotinoidi sulle api, e in Italia ancora non è stato fatto nulla in quel senso”. È decisa la replica di Massimo Ilari, direttore di Apitalia 






