Strage di Api: produzione miele in calo del 30%
Apitalia - Redazione | 25 Luglio 2008 | 09:53
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Gli insetticidi, la pioggia e i parassiti hanno fatto strage di api nel 2008, decimando la popolazione degli alveari italiani del 40%. Più che un allarme, quello diffuso dagli apicoltori italiani è un bollettino di guerra che si riflette sulla produzione di miele, quest’anno inferiore del 30% rispetto all’anno scorso.
E’ praticamente nullo il raccolto di miele di agrumi in Sicilia, scarsissimo quello di Calabria, Basilicata e Puglia. Brutte notizie anche per il miele d’acacia, il più consumato in Italia, al Nord e in Toscana a causa delle piogge incessanti se ne è raccolto poco, un po’ di più al Centro. Niente miele di tarassaco nel 2008 a causa dello spopolamento degli alveari, (con perdite per oltre 50 mila produttori che hanno perso le api raccoglitrici in campo) e dell’esodo forzato di alveari dalle zone contaminate da insetticidi tossici dispersi nelle operazioni di semina del mais.
Il miele millefiori primaverile ha avuto un tracollo di produzione del 70%, mentre si spera che per quelli estivi vada meglio, cosi come l’eucalipto e il castagno che stanno fiorendo in questo periodo. Questi dati saranno al centro del dibattito nel corso della “Settimana del Miele”, consueto appuntamento per il settore apistico in cui operano 50 mila apicoltori, con 1,1 milioni di alveari, per un valore di 60 milioni di euro, in programma a Montalcino dal 12 al 14 settembre.

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Purtroppo stanno scomparendo anche altri insetti, sui frontali delle macchine non si vedono più insetti, cosi come sugli alberi non c’e’ più il pienone di uccelli, sotto casa mia a Cagliari ci sono alcuni alberi che la sera, come parcheggiavo la macchina, si sentiva un gran cinguettare e vi lascio immaginare la macchina in che stato era, bé ora non più, cosi come intorno ai lampioni o faretti di notte si formavano nuvole di moscerini zanzare falene e quant’altro. Ora dove sono? Fiori e piante non fioriscono più come una volta. Mi auguro sia dovuto al gran caldo oppure abbiamo notato prima le api per via delle solite questioni d’interessi? Spero che, al più presto, ci sia una risposta positiva da parte di quelle persone che vedono solo i propri egoistici affari, che qualcuno riesca a stamparglielo nel cervello. Auguro a tutti una buona notte
Anselmo Paganessi