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Agrofarmaci e moria di api

Apitalia - Redazione | 21 Aprile 2008 | 12:00
 
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Desideriamo ricordare che non esistono al momento evidenze scientifiche che dimostrino un nesso di causa effetto tra l’impiego di agrofarmaci e lo spopolamento degli alveari. Anzi, secondo due importanti studi non esiste alcun legame tra agrofarmaci e moria di api.
Si tratta degli studi: AFSSA – Agenzia Francese per la Sicurezza degli Alimenti; Aubert, Faucon, Chauzat, Martel; 2002 – 2005 e Centro Federale per la Ricerca delle Api, Germania; Rosenkranz, von der Ohe, Mühlen, Otten, Büchler; 2004 – 2009.
Desideriamo inoltre ricordare che esiste una normativa molto severa, a garanzia del consumatore e dell’ambiente, secondo la quale ogni agrofarmaco deve superare l’esame della Commissione Europea e del Ministero della Salute prima di poter essere immesso sul mercato. L’iter di approvazione, lungo e complesso, prevede il superamento di numerosi test che ne valutano l’efficacia, la composizione chimica, la tossicologia, gli effetti sulla salute e, naturalmente, anche l’impatto ambientale. I dati raccolti, poi, vengono passati al vaglio di una commissione di esperti e solo in seguito il prodotto è registrato con Decreto del Ministero della Salute, caso unico fra i paesi UE –dove la registrazione spetta al Ministero dell’Agricoltura – che dimostra come sia forte nel nostro Paese il controllo su questi prodotti. Basti pensare che occorrono circa 10 anni per sviluppare un nuovo agrofarmaco e per ogni sostanza attiva che raggiunge il mercato ne vengono testate, valutate e respinte circa 15.000.
In Italia, i neonicotinoidi, come tutti gli agrofarmaci, sono pertanto introdotti sul mercato a seguito di numerosi studi tossicologici, ecotossicologici ed ambientali per ottenere la registrazione e l’inserimento nella lista positiva europea delle sostanze. Quindi, anche i prodotti concianti –che, almeno in Italia, non sono impiegati per i semi di girasole, se utilizzati secondo le buone pratiche agricole e le raccomandazioni d’uso riportate in etichetta non provocano effetti dannosi alle api. Non si deve poi dimenticare che uno degli obiettivi dell’utilizzo di tali prodotti è proprio quello di ridurre l’impiego di sostanze chimiche: in particolare la tecnica della concia è alternativa al ricorso ai geodisinfestanti, che richiedono dosaggi d’impiego più elevati (dai 10-40 kg/ha o più a seconda dei prodotti).

Se è vero che alcuni anni addietro, in Francia sono state sospese le autorizzazioni all’impiego su alcune colture di due insetticidi utilizzati per il trattamento delle sementi, è altrettanto vero che nel 2008, a seguito di ulteriori studi, è stato autorizzato l’impiego di un neonicotinoide, anch’esso per il trattamento delle sementi di colture erbacee.
Agrofarma ricorda, infine, lo sforzo costante nella promozione dell’uso consapevole e corretto dell’agrofarmaco, al quale si aggiungono gli incessanti investimenti in ricerca e sviluppo per la produzione di agrofarmaci sempre più evoluti e compatibili con l’ambiente, oltre alle collaborazioni con i produttori delle macchine distributrici di agrofarmaci al fine di trovare soluzioni d’impiego sempre più efficaci ed efficienti.
L’utilizzo intelligente di agrofarmaci e il loro impiego in nuovo modello di agricoltura sostenibile - capace di integrare tutte le risorse e garantire sia la sicurezza degli alimenti sia il rispetto dell’ambiente – è la strada che Agrofarma si propone di seguire per tutelare il consumatore e l’ambiente.
Per fare ciò, l’Associazione è sempre aperta ad offrire la propria collaborazione e le proprie competenze per individuare le reali cause dei problemi che toccano l’agricoltura in generale, e l’apicoltura nello specifico, e cercare assieme le migliori soluzioni.

Agrofarma

Il Direttore Marco Rosso

Invitiamo i nostri navigatori a dire la loro sulle affermazioni contenute nella lettera di Agrofarma.

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