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La nuova alleanza tra ricerca e mondo Bio

Apitalia - Redazione | 18 Aprile 2008 | 14:18
 
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Dal convegno organizzato a Roma dal dipartimento agroalimentare del Cnr, in collaborazione con il Cra e l’Aiab, è emerso che si investe poco in ricerca mentre l’Italia è al primo posto in Europa per superficie a biologico e al secondo nel mondo per numero di aziende. E’ la prima in Europa per le coltivazioni biologiche. L’Italia vanta un primato indiscutibile con oltre un milione di ettari coltivati a bio mentre a livello mondiale è la numero due, dopo il Messico, con le 50.000 aziende del settore, secondo i dati forniti da Inea e dal FiBL-Forschungsinsitute fur biologischen Landbau. I buoni risultati del settore biologico italiano, sono stati riproposti in occasione del convegno “Avanzamento delle conoscenze e agricoltura biologica: le nuove frontiere del bio” che si è svolto il 16 aprile, organizzato dal Dipartimento agroalimentare del Consiglio nazionale delle ricerche, in collaborazione con il Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura (Cra) e l’Associazione italiana per l’agricoltura biologica (Aiab). E la voglia di biologico cresce anche nella ristorazione. Nelle scuole si è passati dalle 69 mense con pasti biologici del 1996 alle 683 del 2007 e lo stesso si dica per quelle aziendali, passate da 896 mila pasti biologici del 2006 a 924 mila nel 2007, secondo il Rapporto Bio Bank.
Tuttavia c’è ancora molto da fare. Secondo dati Coldiretti-Ispo il fatturato complessivo del biologico, pari a 1,5 miliardi di euro, rappresenta soltanto il 2% del mercato dei prodotti alimentari. Poche le risorse finanziarie destinate al settore. Secondo Mauro Gamboni del Dipartimento agroalimentare del Cnr “la ricerca scientifica nel settore assorbe una quota molto bassa delle risorse destinate alla ricerca in campo agricolo e agroalimentare mettendo a rischio il trend positivo”. Secondo Gamboni sarebbe necessario “rendere più competitivi imprese e prodotti biologici innalzando il livello delle conoscenze, sostenendo una più mirata ricerca a carattere interdisciplinare e incoraggiando le innovazioni tecnologiche”. Questa dunque la ragione che sta dietro al bisogno di “promuovere collaborazioni tra il mondo della ricerca e produttori”. L’incontro ha voluto quindi proporre un confronto tra mondo della ricerca, produttori e consumatori per favorire un’agricoltura sempre più sostenibile e, in particolare, quella biologica. E ha presentato le nuove frontiere della ricerca in questo campo. Ecco alcuni esempi. Tra le attività di ricerca presentate occupano un posto di rilievo i nuovi biosensori applicabili per il monitoraggio dell’inquinamento ambientale, la valutazione della qualità dei cibi, la valorizzazione di produzioni tipiche e l’individuazione di Ogm. “L’obiettivo dei nostri studi”, spiega Maria Teresa Giardi dell’Istituto di cristallografia (Ic) del Cnr, “è quello di disporre di uno strumento facilmente applicabile alla valutazione di una vasta gamma di impatti sull’ambiente, dove l’organismo vegetale e quello microbico diventano componenti innovativi per la sensoristica biologica”. Soluzioni sostenibili nella lotta contro i parassiti arrivano dall’Istituto per la protezione delle piante (Ipp) del Cnr, che ha realizzato un prodotto contro i nematodi, responsabili di ingenti danni ai raccolti, sviluppato dalla ditta Elep. Il formulato ottenuto utilizzando i funghi Pochonia chlamydosporia e Arthrobotrys oligospora può essere somministrato in campo attraverso le acque d’irrigazione. Sul fronte della conservazione di frutta e ortaggi, si fa strada la termoterapia sperimentata dall’Istituto di scienza delle produzioni alimentari (Ispa-Cnr) sugli agrumi di Acireale; tale metodologia rappresenta un’alternativa all’uso di sostanze chimiche normalmente utilizzate nel trattamento di post-raccolta. Infine, nell’ottica di salvaguardare e valorizzare le tipicità italiane, l’Istituto di genetica vegetale (Igv) del Cnr, all’interno del progetto “Olviva”, sta collaborando alla caratterizzazione molecolare, morfologica e sanitaria delle varietà più importanti di olivo della Sicilia, in cooperazione con altre regioni d’Italia.
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apicoltura, bio, Biologico, coltivazioni, cra, ricerca
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