di Apitalia - Redazione | 18 Novembre 2008 | 10:59
Stato-Regioni respinga protocolli tecnici. Con sperimentazione in campo aperto grave rischio per agroalimentare italiano.
“Il Governo Berlusconi vuole avviare le sperimentazioni di coltivazioni OGM in campo aperto mettendo in grave rischio produzioni di grande importanza per l’agroalimentare italiano. Quei protocolli tecnici possono causare l’inquinamento genetico delle nostre varietà di vite, pomodoro, ulivo, fragole, ciliegie e kiwi e vanno respinti al mittente”. Loredana De Petris, responsabile agricoltura dei Verdi, commenta così l’invio da parte del ministero delle Politiche Agricole all’approvazione della Conferenza Stato-Regioni del decreto che dà il via a nove protocolli tecnici per la sperimentazione di colture geneticamente modificate in campo aperto. Il provvedimento, predisposto dal Ministero di Zaia, è stato già approvato dal Comitato tecnico agricolo ed è all’ordine del giorno della Conferenza il prossimo 20 novembre. Leggi il resto dell’articolo »
Vota questo articolo:


Ora lo dice anche l’Onu. Una ricerca prodotta dalla Programma Ambiente dell’Onu (Unep) dimostra come sia proprio l’agricoltura biologica ad offrire le migliori opportunità per rompere quella catena di povertà e malnutrizioni che inchioda da decenni le popolazioni africane. I nuovi risultati confermano, ancora una volta, come le tecniche biologiche siano in grado di offrire risultati concreti come aumento del rendimento, miglioramento della qualità del terreno oltre a garantire un impulso nel reddito delle piccole realtà agricole africane, tra le popolazioni più povere del mondo. “Il contributo dell’agricoltura biologica per risolvere i problemi della fame nel mondo potrebbe essere superiore a quanto finora supposto” ha affermato Achim Steiner, responsabile del programma Ambiente dell’Onu (United Nations Environment Programme UNEP). “L’agricoltura biologica è uno di quei temi che spesso polarizza le opinioni - ha spiegato Steiner -per alcuni rappresenta una forma di salvezza, per altri un prodotto di nicchia se non addirittura di lusso.
Dornach Svizzera,
Sono venuto a conoscenza che i carabinieri del NAS laziali stanno operando sequestri di confezioni di miele (anche in quantitativi irrilevanti) presso piccole aziende apistiche che confezionano alimenti a base di miele apponendo etichette con le denominazioni commerciali “miele al peperoncino”, “miele diavoletto (al peperoncino piccante)”, “miele alla mentuccia”, “miele al ginseng”, “miele con pappa reale e propoli”, o con altri ingredienti, si chiede di conoscere l’esatta interpretazione dell’art. 4 del D. Lgsl. N. 179/2004. (E’ vietato aggiungere al miele, immesso sul mercato IN QUANTO TALE o utilizzato in prodotti destinati al consumo umano, qualsiasi ingrediente alimentare, ivi compresi gli additivi).





